Lutto
Degortes ora filma i locali “fuori regola”
Lo storico proprietario della Capannina: «Voglio far vedere i problemi della categoria, per ora sono stato punito solo io»
Enrico Giovannelli
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA.
Morte tua vita mea. Si potrebbe riassumere con la frase latina per eccellenza di Cicerone la lotta intestina fra i gestori delle sale da ballo: da una parte Antonio Degortes, storico proprietario della discoteca Capannina di Castiglione e uno dei soci fondatori di Asso Intrattenimento; e dall’altra il “resto del mondo” della vita notturna, accusato dall’imprenditore senese attraverso video eloquenti, di fare la stessa cosa senza però essere stati puniti. Due settimane fa proprio alla Capannina durante un controllo, gli agenti della questura di Grosseto riscontrarono che all’interno del locale i presenti, diverse centinaia di persone, stavano ballando infrangendo le regole del Covid-19.
Il primo avvertimento fu quello di far chiudere per tre giorni il locale che domina la collina di Poggio d’oro, anche se lo stesso Degortes aveva dichiarato che per lui la stagione estiva sarebbe finita lì, non accampando scuse, come infatti avvenuto con la discoteca tutt’ora chiusa. Ora invece il vulcanico imprenditore vuole mettere in risalto che è dura digerire che la Capannina è stata sanzionata, mentre tutti gli altri locali della costa possono fare quello che vogliono, inteso far ballare i turisti senza veri controlli. Sulla pagina Facebook della Capannina, mercoledì sera, è apparso un video che fa vedere appunto come in tanti locali la movida non si è mai fermata, tutt’altro. E poi è stata pubblicata una lettera aperta al questore di Grosseto dove si sottolinea cosa sta succedendo. «Abbiamo aspettato invano 10 giorni dopo la chiusura del nostro locale – scrive la Capannina – e pensavamo di essere stati i primi ad aver subito una lunga serie di provvedimenti anti-ballo. Invece non abbiamo letto nessun comunicato stampa al riguardo di altri locali che lamentavano controlli e chiusure. Ma i problemi di ordine pubblico in tutta la costa, assembramenti, intrattenimenti danzanti come a inizio luglio (quando la nostra associazione ha segnalato alle autorità le problematiche) sono rimasti. Il risultato per noi è stato che abbiamo potuto fare quattro serate, subendo diverse sanzioni e tre denunce penali elevate solo a noi. Mao Zedong disse: “Punirne uno per educarne cento”. Ma in questo caso non ci sembra abbia funzionato un granché. Noi preferiamo il motto: “La legge è uguale per tutti”. I video che abbiamo fatto – conclude la nota della Capannina - sono riferiti alla scorsa settimana, e saremo collaborativi con la polizia amministrativa per rendere conto settimanalmente cosa succede sulla nostra costa».
Insomma una vera dichiarazione di “guerra”, anche se le intenzioni di Degortes non sono quelle di denunciare i colleghi, ma sollevare i problemi della categoria. «Difficile poter negare l’evidenza delle immagini di cui siamo in possesso – sottolinea Degortes – e che proporremo alla questura tutte le settimane. Per noi era impossibile continuare a fare le serate, siamo e saremo sempre una discoteca, inutile girarci intorno. Ma la situazione generale è questa e non mi si venga a dire che gli altri locali rispettano le regole, non è veramente possibile».
Degortes punta il dito anche sul metodo dei controlli: «Certo se si va a vedere cosa succede magari in prima serata è possibile che la situazione sia normale. Ma basterebbe farlo come è successo a noi, nel pieno della notte e poi vediamo. La nostra è una provocazione, per far capire a tutti che i problemi sono della categoria e non di qualche locale e basta. Però a rimetterci per questa estate 2021, per ora, è stata solo la Capannina».
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