Gioco
La rimpatriata dei sindaci A tavola si progetta il futuro
Gli ex primi cittadini capalbiesi s’incontrano: gli onori di casa li fa Ranieri
la cena
La Capalbio di un tempo e la Capalbio di oggi. I primi cittadini della Piccola Atene si sono ritrovati, martedì, intorno allo stesso tavolo. Gli ex sindaci Gastone Franci, Franco Francini, Mario Calvisi, Lucia Biagi e l’attuale sindaco reggente Giuseppe Ranieri hanno partecipato a una cena organizzata da Adesso per Capalbio che ha voluto rendere omaggio a chi ha amministrato il territorio contribuendo al suo sviluppo. Assenti per motivi di salute e per impegni precedenti, Giovanni Damiani, Massimo Abate e Luigi Bellumori. Anche chi non è stato presente, però, ha scritto messaggi che sono stati letti durante la cena. Parole d’affetto verso un paese che, dal 1960, (quando si staccò da Orbetello) a oggi, è profondamente cambiato anche grazie alle loro amministrazioni.
Allo stesso tavolo, quindi, si sono seduti sindaci d’appartenenza politica diversa. C’era però, per tutti, un unico filo conduttore: Capalbio. Un filo rosso che ha unito tutti coloro che hanno amministrato il municipio. Non importa il partito d’appartenenza ma solo il bene della Piccola Atene.
Adesso per Capalbio ha voluto dare un segno di distensione e tenere di conto chi, nel passato e fino a oggi, si è adoperato per il paese. «Ognuno – racconta Ranieri che ha fatto gli onori di casa – ha parlato del proprio mandato: di cosa è riuscito a fare e di cosa no, cosa andrebbe fatto adesso. Tutti, però, sono concordi su un punto: l’obiettivo per chi amministrata Capalbio deve essere la crescita economica, sociale e culturale. È stato un incontro costruttivo e per certi aspetti, commovente».
Nell’occasione gli ex sindaco hanno parlato di politica, hanno dato suggerimenti e riconosciuto il fatto che Capalbio è diventato un faro nel panorama nazionale. Ora vola verso le prossime elezioni e Adesso per Capalbio mette al centro il senso di comunità che vuol dire anche non dimenticare gli amministratori del passato. –
Ivana Agostini
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