«Più pazienti nella stessa sala è normale al pronto soccorso»
grosseto. Ieri Il Tirreno ha raccolto la testimonianza del marito di una signora di 72 anni che, avendo necessità di ricorrere al pronto soccorso, aveva poi lamentato scarsa attenzione da parte del personale, nervosismo, la compresenza di una decina di pazienti nella stessa stanza e la difficoltà a sbrigare le pratiche di dimissioni volontarie. Tanto che il marito si era molto alterato.
Il Tirreno aveva chiesto all’Asl la propria posizione sulla vicenda. Questa la risposta dell’azienda sanitaria.
«La direzione del pronto soccorso – scrive l’Asl – ha analizzato l’evento e raccolto le versioni sui fatti e precisa quanto segue. Il marito della paziente ammette che da parte del Pronto soccorso vi è stata una presa in carico sollecita e un avvio del percorso di pronto soccorso appropriato. La signora è stata accolta nell’area della media complessità dedicata ai pazienti che necessitano di un intervento diagnostico terapeutico, ma che sono comunque in una situazione stabile, a basso rischio evolutivo. Tale area è opportunamente organizzata per accogliere anche oltre dieci pazienti, garantendo il distanziamento tra spazi di cura, utenti e operatori, previsto dalle misure di anticontagio».
Spiega l’Asl che «l’équipe medicoinfermieristica dedicata a quell’area è formata per dare risposte competenti alle necessità cliniche e assistenziali. Infatti, come di consueto, anche in questo caso gli operatori hanno garantito risposte adeguate ai bisogni assistenziali dei pazienti presenti».
La signora era rimasta impressionata dal fatto che – aveva riferito – alcuni pazienti si lamentavano senza riuscire ad avere immediato ascolto, come se il personale presente fosse insufficiente a coprire la domanda di cura.
«Comprendiamo che la signora possa essere stata impressionata dalla presenza di più persone con necessità di cura nello stesso ambiente – risponde l’Asl in proposito – tuttavia questa è una condizione di ordinarietà all’interno di un pronto soccorso, in particolare nel periodo estivo quando gli accessi subiscono un brusco aumento. Nonostante questa condizione di iperafflusso, il personale del pronto soccorso è formato e impegnato costantemente a garantire le risposte appropriate ai pazienti. L’emergenza sanitaria e le relative regole per contenere il contagio da Covid spesso creano disagio nelle persone, che si può acuire in una situazione in cui si ha bisogno di cure mediche e si prova preoccupazione per la propria salute, come immaginiamo abbia provato la paziente. Ricordiamo quanto sia ancora fondamentale l’impegno di tutti affinché si possa uscire dalla situazione attuale e guardare a un futuro diverso in cui le comunicazioni con i pazienti e le loro famiglie possano riacquisire la normalità della relazione in presenza, del confronto e della condivisione anche con i congiunti. Alla luce di questo, è comunque sempre importante e necessario instaurare e mantenere una relazione di reciproco rispetto tra pazienti e operatori sanitari». —
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