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Canoni dei pescatori «Persi due milioni Un danno alla comunità»

Ivana Agostini
Canoni dei pescatori «Persi due milioni Un danno alla comunità»

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Orbetello. «La decisione dell’arbitrato danneggia tutta la comunità. Il Comune non incasserà oltre due milioni di euro». Mario Chiavetta, candidato sindaco a Orbetello, tiene accesi i riflettori sulla decisione emersa dall’arbitrato che ha disposto che la Orbetello pesca lagunare non pagherà i canoni al Comune fino al 2029.

La laguna di Orbetello è gestita, dal 1999, sulla base di una convenzione, dalla cooperativa Orbetello pesca lagunare. È una gestione per cui è previsto il pagamento di un canone. «In questi anni, in particolare dal 2000 in poi – dice Chiavetta – la Orbetello pesca non ha pagato completamenti i canoni dovuti. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea Casamenti, per recuperare i crediti ormai superiori al milione di euro, ha deciso di richiedere un lodo arbitrale: ma invece di limitare il lodo al debito pregresso al 2019, anno in cui ha prorogato la convenzione al 2029, lo ha lasciato aperto».

In pratica i pescatori di Orbetello hanno pagato i canoni di concessione solo in parte adducendo come spiegazione il fatto che si erano verificate delle calamità naturali che avevano condizionato il loro lavoro, opzione prevista dalla convenzione. «Il lodo non solo ha azzerato il canone preteso dal Comune dal 2012 al 2019 per circa un milione di euro ma anche quello degli anni successivi fino al dicembre 2029 per un totale di due milioni e mezzo; due milioni e mezzo che avrebbero potuto essere utilizzati per servizi, riduzioni di costi per la cittadinanza» dice Chiavetta. Per il candidato sindaco restano aperti ancora dei punti della vicenda che definisce “non chiari”, e per i quali chiede lumi a Casamenti. «Perché non ha intrapreso una causa civile? Perché ha cestinato i due pareri scritti dell’avvocato di fiducia dell’amministrazione, Nicola Tamburro, che certificava che la convenzione si era risolta per inadempimento e che quindi si doveva ricorrere al giudice e non a un lodo arbitrale? Perché Casamenti ha intrapreso una strada che non può avere impugnazioni reali da parte del Comune? Perché il lodo non è stato limitato ai canoni dovuti fino al 2019? Di solito quando si rinnova una convenzione senza andare a gara pubblica si azzerano i contenziosi precedenti. Sono stati tutelati i conti pubblici? Cosa farà adesso il sindaco? Ci sarà un buco di bilancio? ».

Ieri, per la prima volta, anche il presidente dei Pescatori, Pier Luigi Piro, ha commentato la questione: «Prendiamo atto della decisione arbitrale che ha accolto le posizioni della società chiudendo, quindi, sulla base di un’impeccabile ricostruzione giuridica, una decennale controversia con il Comune sull’impatto delle molteplici calamità naturali sulle attività di pesca nella laguna. Riteniamo che la definizione di tale controversia debba costituire un’occasione preziosa di rilancio e di valorizzazione della laguna. Che il lodo abbia riconosciuto la giustezza delle posizioni giuridiche da noi sostenute è motivo di grande soddisfazione, ma questo risultato deve costituire solo il punto di partenza per elaborare un grande progetto per la laguna e per questo lanciamo un appello all’amministrazione comunale». –

Ivana Agostini

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