Sicurezza
Agricoltura, un piano per il rinnovamento
grosseto. Il sindaco di Grosseto è, inevitabilmente, anche il sindaco della campagna che circonda e alimenta Grosseto. Ed è con lo sguardo rivolto anche a questo ruolo che Emanuele Perugini, candidato sindaco per il Polo civico per Grosseto e Insieme per Grosseto, fa proprio il messaggio lanciato ieri dal presidente della Confederazione italiana agricoltori, Claudio Capecchi, che ha proposto la creazione di piccoli ma diffusi invasi aziendali per contrastare la siccità che in futuro sarà sempre più pericolosa per l’agricoltura, a causa dei cambiamenti climatici.
Perugini ha più volte ribadito che intende promuovere la vocazione naturale dei territori delle frazioni attraverso la difesa del tessuto abitativo consolidato, il recupero del patrimonio edilizio esistente, non esclusi quegli ampliamenti che mirino a consolidare i nuclei famigliari evitandone il frazionamento e il conseguente allontanamento dal contesto e del ritorno all’agricoltura.
«Partendo dal nostro programma – spiega Perugini – mi trovo perfettamente d’accordo con l’intervento che ha fatto il presidente della Cia Claudio Capecchi. Il mondo agricolo deve indubbiamente attrezzarsi per il futuro, che vede l’irrigazione assistita per viti e olivi con riserve d’acqua a servizio dell’agricoltura».
Ed è d’accordo anche a incentivare le fonti di energia rinnovabile. Un tema, dice, «che deve riguardare anche il piano agricolo della Maremma». Perugini è favorevole anche a recuperare gli stabilimenti industriali dismessi, prevedendo norme che ne favoriscano la bonifica, la riqualificazione e l’insediamento di nuove attività anche per limitare il consumo di nuovo suolo, e ad agevolare le nuove tecnologie veramente bio come serre fotovoltaiche, dove è possibile coltivare prodotti tipici senza consumo di energia ma autosufficienti. Per questo ritiene necessario stanziare finanziamenti «anche promuovendo un marchio che riconosca e promuova i prodotti di qualità realizzate con metodi eco sostenibili».
La Maremma, per Perugini, è e deve essere l’apripista per un rinnovamento, armonizzando tradizione e innovazione tecnologica, transizione materiale e sociale. —
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