Sicurezza
Mariette, la signora dei mari che ha una storia meravigliosa
porto santo stefano. È arrivata alla banchina della Pilarella Mariette il grande schooner blu in acciaio lungo 32 metri con il suo equipaggio pronto.
Presente per il welcome marinaresco d’uso c’era Artemare Club che racconta la storia di Mariette. Agli inizi del XX secolo Nat Herreshoff, Rhode Island, attinse dati dalle golette di Coppa America, per progettate una serie di belle imbarcazioni, veloci e eleganti, per l’alta borghesia dell’epoca: Mariette era parte di questa flotta, insieme alla gemella Vagrant, di proprietà di Harold S. Vanderbilt. Costruita per Federico J. Brown nel 1915 ebbe come skipper Jacob F. Brown; nel 1927 Mariette cambiò proprietario e fu venduta a Francis B. Crowninshield, che le diede il nome di Cleopatra’s Barge II. Lo scrittore James A. Michener, ospite regolare a bordo, la menziona, nel suo romanzo Chesapeake. Dopo un lungo periodo con questo armatore, con la seconda guerra mondiale, l’imbarcazione fu requisita dalla Marina americana e utilizzata come nave guardacoste, alla fine del conflitto venne venduta ed ebbe diversi proprietari e vari nomi e iniziò un inevitabile declino che la portò a rischiare la demolizione nei Caraibi.
La bellezza di questo destriero dei mari non passò certo inosservata e all’inizio degli anni 80 fu acquistata portata in Italia da Andrea Rizzoli che la tenne fino 1990 facendole avere un primo restauro al Cantiere Beconcini della Spezia. Aacquistata nel’94 dall’americano Thomas J. Perkins di San Francisco, Mariette tornò dal Cantieri Beconcini per il restauro finale.
Ha partecipato a varie regate mediterranee e all’Argentario Sailing Week confrontandosi con altre due grandi imbarcazioni già assidue del circuito delle barche d’epoca, il cutter aurico Mariquita del 1911, unico scafo sopravvissuto della classe 19 metri stazza internazionale e Cambria del 1928, il solo 23 metri stazza internazionale, ancora navigante. Secondo Artemare Club Queste “signore” del mare che scelgono l’Argentario sono la testimonianza della bellezza del mare e della sicurezza degli approdi del Promontorio. –
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