Sicurezza
Dibattito a distanza a Marina pro e contro la legge Zan
Sul lungomare il Collettivo Queer con testimonianze di discriminazioni Al Forte il senatore Pillon. Ma in entrambi i fronti solo qualche decina di persone
marina di grosseto. «L’omofobia è odio, non è un’opinione». Uno slogan semplice, che chiunque può capire. Anche un bambino.
Eppure ancora oggi, esattamente in questi mesi, in Italia, c’è bisogno più che mai di ribadirlo.
Lo ha fatto ieri pomeriggio il Collettivo Queer di Grosseto, che quello slogan – e altri – lo ha portato in piazza, sul lungomare di Marina di Grosseto, alla statua del cavallino del 4° stormo, a sostegno del disegno di legge Zan, che con fatica si sta discutendo in parlamento. Il collettivo ha portato in piazza le bandiere arcobaleno e le testimonianze di ragazze e ragazzi che hanno subito discriminazioni e si sentirebbero più tutelati con la legge Zan. Per non dover avere più paura di camminare mano nella mano con il proprio compagno o la propria compagna. Per i bambini che non si riconoscono nel genere assegnato loro alla nascita. Per abbattere gli stereotipi di genere sin dalla scuola.
Ora e luogo non sono stati scelti a caso: di lì a poche ore, alle 20,30, al Forte San Rocco, non distante dalla piazzetta, il senatore Simone Pillon, invitato dalla Lega e dall’associazione di estrema destra La Deceris, dialogava con il collega di scranno e di partito William De Vecchis, con il consigliere della Lega Gino Tornusciolo, ricandidato al consiglio, e con il vicepresidente dell’associazione Pro vita&famiglia Jacopo Coghe in un evento pubblico contro la legge Zan.
A onor di cronaca, né l’uno né l’altro appuntamento hanno acceso gli animi: poche decine di persone alla manifestazione del Collettivo Queer, altrettante ad ascoltare Pillon. —
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