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«Ma che virus? Che morti?» La piazza che non ci crede

Francesca Ferri
«Ma che virus? Che morti?» La piazza che non ci crede

Manifestazione dei contrari all’obbligo di fare il vaccino contro il Covid-19 Sul petto una stella «cometa», annunciato l’arrivo del medico no vax Miedico

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Francesca Ferri

grosseto. La manifestazione era stata dichiarata essere “contro l’obbligo di green pass”. Ma tra i circa 250 che ieri pomeriggio si sono dati appuntamento in piazza Dante, nel picchetto autorizzato dalla questura su richiesta dell’avvocato Paolo Serra, l’argomento di conversazione è il no al vaccino anti-Covid, «che è sperimentale», «che fa male», «che uccide», «che scade». Ci sono persone di tutte le età, grossetani e da fuori provincia, molte signore in là con gli anni. Alla domanda se non hanno paura del virus e delle morti da esso provocate, la risposta ha dell’incredibile: «Ma quale virus? Quali morti?».

«Sono morti perché non li hanno curati», sentenzia Franca Riccioni, livornese, 76 anni. Non ha paura del virus? «No, mai fatto vaccini. Mio fratello era medico e diceva che il vaccino non va fatto. È grazie a lui se conosco l’argomento».

«Perché, lei davvero se lo è fatta?» domanda esterrefatta Luigina Schiavi alla cronista. «Io certo che no. Qui siamo p-e-r-s-e-g-u-i-t-a-t-i – dice –. Ho 84 anni, ho visto la guerra, ho conosciuto i nazisti. Ora è la stessa cosa», dice aggiustandosi sul petto una piccola stella, «cometa», precisa, ma che è un evidente un richiamo alla stella di David che nei giorni scorsi è apparsa in altre manifestazioni “no green pass” per accostare l’obbligo del documento alle persecuzioni nazifasciste. Sopra c’è scritto «Articolo 13», l’articolo della Costituzione che sancisce che «la libertà personale è inviolabile... se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge». E proprio un’eventuale legge sull’obbligo vaccinale – che proprio quell’articolo potrebbe permettere – per i manifestanti sarebbe inaccettabile.

«Peccato non potermi attaccare la stella di David, perché qui è la stessa cosa. Pazienza», dice ancora Luigina. Ma insomma: tutte queste morti non la spaventano? «Ma che volete? La vita eterna?», la risposta.

Gli animi tra i manifestanti sono piuttosto accesi. Le domande non piacciono. Anche l’avvocato Serra, che segue una quartina di infermieri dell’Asl pronti a far causa se verrà imposto loro il vaccino, per un momento pare perdere le staffe. Succede quando, dopo aver dichiarato che «il vaccino non dev’essere un obbligo» e che «i tamponi sono un’incisiva forma di limitazione personale, poco pratica», gli viene chiesto come, secondo lui, si ferma la pandemia e se anche la mascherina dovrebbe essere a libera scelta. La domanda, del resto, non è a caso: quasi nessuno intorno la indossa. E se è vero che siamo all’aperto, è anche vero che la distanza interpersonale va a farsi benedire tra abbracci, baci, pacche e conversazioni ravvicinate.

«Non sono un medico e comunque molti medici si oppongono – dice – E poi io non sono responsabile di queste persone, mi limito a seguire le prescrizioni della questura», dice tirando fuori l’autorizzazione. Poi però la mascherina la indossa, «se ci tiene – aggiunge –. Comunque io ho sempre rispettato mascherina e pulizia delle mani». Serra precisa anche di essere a titolo personale, non come consigliere comunale di Fratelli d’Italia.

Prende la parola Alberto Frattini, 71 anni, origini bresciane, da anni a Grosseto, naturopata, tecnico della misurazione energetica. «Il gruppo – spiega – è nato da una settimana per un’eccellente, piccola situazione creata da alcuni operatori sociosanitari e infermieri che rifiutano l’obbligo vaccinale. Eravamo in 30; oggi non siamo in pochi, considerata la giornata di mare». Le ragioni che lo portano in piazza? «Autonomia, libertà di scelta, per la buona sanità, per smontare un castello di menzogne e contro la falsa scienza». E annuncia che per sabato verrà a Grosseto Dario Miedico, medico no vax radiato dall’Ordine. —

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