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Arriva Pillon: anche la Cgil protesta col Collettivo Queer

 Arriva Pillon: anche la Cgil protesta col Collettivo Queer

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marina di grosseto. Accompagnato da non poche polemiche, arriva, stasera a Marina di Grosseto, il senatore leghista Simone Pillon, strenuo oppositore della legge Zan contro l’omotransfobia, l’abilismo e il sessismo.

Alle 20,30 Pillon interverrà all’incontro “Ddl Zan – Il pericolo di pensare, il pericolo di parlare” alla Fortezza di San Rocco, organizzato dalla Lega e dall’associazione culturale di estrema destra La Deceris. Con lui il collega William De Vecchis, Gino Tornusciolo, consigliere comunale della Lega e candidato alle elezioni comunali, e Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro vita&famiglia onlus.

La legge ha incassato il via libera della Camera a novembre, ma da allora è impantanata al Senato, sommersa da oltre mille emendamenti. Il centrodestra di governo, con Fdi, chiede di modificarne l’impianto; Pd, M5s e Leu insistono perché sia approvata entro l’estate senza modifica.

Contro le posizioni di Pillon e per sostenere la legge Zan, il Collettivo Queer di Grosseto, che fa parte della Rete delle donne, organizza per le 18,30 una manifestazione sul lungomare di fronte alla statua del Cavallino a Marina. Nei giorni scorsi ha annunciato la sua adesione la lista Grosseto Città aperta che sostiene di Leonardo Culicchi, candidato sindaco del centrosinistra e M5s.

E arriva anche l’adesione della Cgil. «Non potrebbe che essere così, considerato il nostro impegno sui diritti della persona, per l’autodeterminazione e la laicità dello Stato», dice Eleonora Bucci, responsabile nella segreteria della Camera territoriale del lavoro, e responsabile del dipartimento della parità di Genere della Cgil di Grosseto.

«Da sempre – prosegue – la Cgil è il sindacato che si occupa dei bisogni primari dei cittadini, che parte dal mondo del lavoro, al quale questa legge non può che far bene, per promuovere diritti universali, ponendosi come protagonista della società civile organizzata. Nonostante ancora oggi ci venga rinfacciato “cosa c’entra il sindacato con i diritti civili e della persona?”, in genere, strumentalmente, da settori che avversano con ferocia l’emancipazione delle persone. Mal sopportando che un’organizzazione forte come la nostra faccia sentire il suo peso nella discussione pubblica sui diritti». Le persone che la Cgil rappresenta «non sono entità differenti quando svolgono l’attività lavorativa rispetto a quando vivono la loro vita di relazione. Perché le persone non sono fatte a compartimenti stagni, non smettono di essere tali quando timbrano il cartellino. La loro sfera personale travalica l’ambito lavorativo e viceversa. Ecco perché, coerentemente, svolgiamo sui luoghi di lavoro un’azione antidiscriminatoria per orientamento sessuale e identità di genere nei posti di lavoro, proseguendo quest’impegno nella società». La Cgil ci sarà, ma senza bandiere. —

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