Sicurezza
Nodo geotermia Il Pd alla Regione «Annulli i permessi»
La richiesta dopo l’annuncio del governo, d’accordo Ginesi Il comitato: «Firenze si fermi prima di fare danni irreparabili»
scansano. Il Pd di Scansano chiede alla Regione Toscana di bloccare i permessi di ricerca geotermica in attesa delle decisioni del governo. Una partecipata assemblea dell’Unione comunale del Pd di Scansano ha approvato mercoledì, con sole tre astensioni, un documento in tal senso. L’iniziativa è nata dopo la risposta del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, a un’interrogazione presentata a Montecitorio da Luca Sani, parlamentare maremmano e commissario del Pd scansanese, e da Stefania Pezzopane.
A Scansano sono due le richieste di autorizzazione di ricerca geotermica; un’altra è a Magliano in Toscana, entrambe molto osteggiate da abitanti e imprenditori locali. Rispondendo a Sani, Cingolani ha annunciato che «il governo sta definendo, per le varie tipologie di impianti geotermici, la mappa delle aree potenzialmente sfruttabili e per implementare le linee guida per l’uso della risorsa geotermica a media e alta entalpia che stabiliscano i criteri generali di valutazione, per lo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica possa avere relativamente al bilancio idrologico, al rischio di inquinamento delle falde, qualità dell’aria, induzione di microsismicità».
Una grossa novità in materia, anche perché in Toscana la Regione ha – non da molto – approvato le Ani, aree non idonee all’installazione di centrali, individuate dopo un percorso di confronto con le comunità locali. Le Ani, tuttavia, consentono di fare ricerca di fluido geotermico. E questa possibilità impaurisce i territori, che la giudicano una scappatoia per installare delle centrali.
In attesa della definizione delle aree non idonee da parte del governo, Sani ha subito chiesto che i permessi di ricerca vengano annullati.
Lo stesso chiede il Pd scansanese, anche perché, spiega «il provvedimento regionale che regola la aree non idonee è stato impugnato dal governo davanti alla Corte costituzionale. Occorrono, come ha detto Sani, rapidità e chiarezza per evitare che territori ad alto pregio ambientale, agricolo e turistico, siano irrimediabilmente compromessi. La geotermia può essere una risorsa per le aree storicamente da essa interessate. Per territori come Scansano e Magliano, dove lavoro e investimenti fanno crescere un’economia incardinata su produzioni agroalimentari di pregio e turismo rispettoso della natura, sarebbe invece un danno irreparabile. Scansano merita un piano energetico basato su efficienza e risparmio, puntando su energie pulite e rinnovabili. Il Pd si impegna a studiarlo e formularlo».
Su questa medesima posizione si schiera la candidata sindaca di centrosinistra Maria Bice Ginesi: «Sono già intervenuta a sostegno di un no netto allo sfruttamento geotermico nel nostro comune. Approvo in pieno il documento presentato dal Pd di Scansano che chiede alla Regione Toscana di annullare i permessi di ricerca nel nostro territorio in attesa della definizione delle aree potenzialmente sfruttabili da parte del governo. Ringrazio in particolare l’onorevole Luca Sani per la battaglia che ha fatto in parlamento e per i risultati ottenuti... Sono convinta che la Regione Toscana ascolterà questo appello».
E alla stessa richiesta si associa «con forza» anche il comitato Scansano Sos geotermia che giudica quelle regionali «scelte illogiche e inspiegabili». «A Scansano e a Magliano – dice il comitato – da anni, grazie a tanto lavoro e investimenti importanti, crescono un turismo rispettoso dell’ambiente e, soprattutto, produzioni agroalimentari di grande pregio tutelate da marchi Dop, Doc, Docg, Igp. Abbiamo inutilmente chiesto agli assessori Monia Monni e Leonardo Marras (del Pd) un incontro con la popolazione, fortemente allarmata soprattutto dopo la notizia del terremoto 4.4 provocato il 26 giugno a Strasburgo dalle prove di produzione di una centrale geotermica... Dagli assessori non è arrivata risposta. È arrivata invece una preoccupante dichiarazione dell’avvocatura regionale che, davanti al Tar, in opposizione ai ricorsi presentati da cittadini, produttori e amministrazione, ha spiegato come “area non idonea” non voglia dire che la geotermia non si possa fare in assoluto. Quindi cade anche la foglia di fico della “ricerca mineraria” che non si potrebbe vietare. Non siamo di fronte a pozzi di ricerca, che costano 12 milioni di euro a sito, ma al primo step per la realizzazione di centrali invasive e dannose. Dannose molto probabilmente per la salute e la sicurezza di opere come il Castello di Montepò o la Fattoria sforzesca a Pancole e Pomonte o le mura di Magliano, che non reggerebbero la sismicità indotta dalle reimmissioni, sicuramente dannosa per un’economia che ruota attorno a produzioni agricole che non possono convivere con impianti industriali. La Regione si fermi prima di provocare danni irrimediabili». — F.F.
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