Sicurezza
«No green pass»: in 200 si radunano ed è polemica
Manifestazione non autorizzata in piazza Dante per sostenere la libertà vaccinale «Non siamo no-vax ma rivendichiamo il diritto di scelta». Domani si replica
GROSSETO. Tra le 150 e le 200 persone si sono ritrovate mercoledì sera in centro storico a Grosseto per sostenere la “libertà vaccinale”. L’appuntamento era in piazza Dante alle 20 (il tutto è durato un’ora) per un evento non autorizzato e nato “spontaneamente” con una sorta di tam tam sui telefonini intanto c’è già la prossima data: domani alle 18, stavolta tutto autorizzato.
«Verità» e «libertà» sono state le parole risuonate a più riprese nella piazza che incornicia i luoghi simbolo delle istituzioni. Libertà (hanno sostenuto i partecipanti) rispetto alle limitazioni che ritengono imposte dal green pass obbligatorio. In diverse città italiane sono state organizzate la stessa sera fiaccolate. Un cartello a Grosseto ha ricordato la figura del dottor Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma e fautore della terapia anti Covid con il plasma iperimmune, che si è suicidato impiccandosi. Tra i partecipanti c’erano diversi nomi noti. Paola Tamanti, presidente di Confedilizia ma qui «in veste di privata cittadina», spiega che «è stata una manifestazione spontanea che non sappiamo come sia partita e chi l’abbia organizzata tant’è che ce lo chiedevamo, ma è stata molto dignitosa, pacifica e rispettosa di tutte le regole: eravamo distanziati, abbiamo fatto un applauso a De Donno. Preciso che non sono assolutamente una no-vax – dice – abbreviazione semplicistica che dà un giudizio negativo, ma sono per la “libertà vaccinale” che è cosa ben diversa, ovvero per la libertà di scelta e la possibilità di frequentare tutti i luoghi da cittadini uguali, senza che ci siano discriminazioni nei confronti di chi ha scelto di non vaccinarsi». Tamanti dice peraltro di essersi sottoposta a vaccino «però credo anche che ognuno abbia il diritto di decidere in base alle proprie valutazioni se farlo o meno, altrimenti è un obbligo subdolo e in diretto».
Tra chi ha contribuito a spargere la voce della manifestazione c’è Carlo Vivarelli, segretario del Partito indipendentista toscano e candidato sindaco di Grosseto per Italexit di Paragone. Che ne ha pagato le conseguenze. «Sono contro il green pass – dice al Tirreno – anche se ce l’ho. Mi sono vaccinato, perché sto in contatto con i bimbi. Ma sono contrario all’obbligo. Ho visto l’invito a questa manifestazione e l’ho ripostato, perché pensavo che fosse, appunto, una manifestazione contro il green pass. Poi però mi ha subito chiamato la Digos». Vivarelli a quel punto ha cancellato il post. «Ho dovuto spiegare che io non c’entravo nulla con l’organizzazione, che non sapevo nemmeno chi fosse l’autore dell’invito. L’avevo ripostato, sì, forse stupidamente…». Alla fine, però, una sbirciatina alla manifestazione l’ha fatta anche il candidato sindaco Vivarelli. «Sono passato giusto a 200 metri – dice – ma poi ho avuto la sensazione che qualcuno volesse fare confusione e sono andato via».
Intanto il Movimento 5S va giù duro. «Condanniamo tutte le manifestazioni non autorizzate e contrarie alle disposizioni di legge e buonsenso. Il green pass non equivale all’obbligo vaccinale, è uno strumento in più per provare a dare risposte concrete a un problema enorme che ha cambiato radicalmente la vita di miliardi di persone. Il percorso vaccinale resta la via maestra per la fine della pandemia e la drastica riduzione delle morti. Dispiace che la destra accarezzi gli istinti più bassi e solletichi le piazze per acciuffare un pugno di voti. Vorremmo sapere cosa pensa il sindaco Vivarelli Colonna di tutto questo, anche visto il sostegno che esponenti della maggioranza hanno dato all’evento e a quelli annunciati per i prossimi giorni». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
