Attenzione
Accesso vietato ai veicoli delle onlus
L'Auser solleva il caso al Misericordia: «Vogliamo il permesso di salire fino alla rampa di ingresso come le auto dei privati»
Lina Senserini
Grosseto. Botta e risposta, ieri, tra l’associazione di volontariato Auser Grosseto Filo d’argento e la direzione sanitaria dell’ospedale Misericordia sui limiti di accesso alla struttura per le auto delle onlus che fanno servizio di accompagnamento alle persone fragili.
In una lunga nota inviata alle redazioni – e per pec alla Asl – il presidente dell’associazione Franco Miglianti ha raccontato la sua disavventura mentre era andato a prendere un paziente dimesso per accompagnarlo alla propria abitazione, fuori Grosseto.
Quando l’auto è arrivata alla sbarra, all’ingresso su via Senese, il vigilante in servizio, racconta Miglianti, «ha spiegato che, su disposizione della direzione ospedaliera, i mezzi delle associazioni non possono accedere all’ingresso principale dell’ospedale. Cosa invece consentita ai mezzi privati. La persona in dimissione, oltre a muoversi con le stampelle, aveva con sé il trolley e diverse borse – aggiunge Miglianti – con la conseguenza che ho dovuto fare ben tre viaggi dall’ingresso alla pensilina dell’autobus dove era parcheggiata l’auto, alle 16 del pomeriggio, con 33 gradi di temperatura. Se mi fossi presentato senza tesserino e con una auto senza contrassegni – continua Miglianti – paradossalmente avrei potuto salire fino all’ingresso principale». Il vigilante, infatti, aveva dato indicazione al volontario di passare dal retro dell’ospedale e prendere la persona dimessa dall’uscita posteriore.
«Essendo convenzionati con l’Asl per alcuni servizi importati, tra cui anche quelli alle persone indigenti – conclude Miglianti – chiediamo che ci sia consentito di salire all’ingresso principale, in caso di dimissioni di pazienti».
La risposta
Immediata la risposta del direttore del Misericordia Massimo Forti, che ricorda all’Auser il regolamento per la circolazione interna all’ospedale approvato due anni fa, secondo il quale l’accesso alla rampa è «consentito principalmente ai disabili, ai taxi e ai mezzi per il carico e scarico», spiega.
«Quando i cinque posti davanti all’ingresso sono occupati – aggiunge – nessun altro veicolo è autorizzato a salire. Che è quanto accaduto ieri, per cui l’operatore alla guardiola ha indicato ai volontari dell’Auser di seguire il percorso previsto per le associazioni, cioè quello dietro all’ospedale dove possono arrivare direttamente fino all’accesso di fronte alla palazzina dell’ex 118. Siamo grati alle associazioni di volontariato – continua Forti – per quanto fanno per i cittadini che hanno bisogno di assistenza e il loro supporto è prezioso per i pazienti e per tutti gli operatori sanitari. Consapevoli dell’importanza del loro ruolo, cerchiamo di agevolare per quanto possibile le loro attività, compreso l’accesso. Il regolamento serve proprio a dare ordine ai percorsi di tutti i soggetti che oltre circolano intorno al presidio, evitando che si creino disagi alle persone e allo svolgimento dei servizi».
L’entrata adibita al passaggio dei volontari, davanti all’ex palazzina 118, sotto al tunnel di collegamento con la nuova ala dell’ospedale – prosegue il direttore dell’ospedale Misericordia di Grosseto – è stata valutata più agevole alle necessità di accompagnamento, perché conduce in ogni parte dell’ospedale e perché il parcheggio loro riservato è in grado di contenere molti mezzi nello stesso momento, cosa impossibile nell’area davanti al piano piastra. Siamo dispiaciuti dell’evidente incomprensione che si è venuta a creare e rinnoviamo alle associazioni di volontariato, come di consueto, la totale disponibilità al dialogo e al confronto da parte dell’azienda», conclude Forti. –
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