Attenzione
Poderi di Pian d’Alma Rottura insanabile tra i concessionari
Il loro comitato è stato tirato in ballo dal “caso Canepuzzi” e così alcuni componenti fondano una nuova associazioni
Alfredo Faetti
scarlino. Nelle campagne si è aperta una frattura. O meglio, già c’era, ma adesso è divenuta insanabile. Si è consumata tra i titolari delle concessioni di Pian d’Alma, il territorio scarlinese a forte vocazione agricola che segna il confine con il comune di Castiglione della Pescaia. Alcuni degli storici concessionari – che negli ultimi anni si sono dimessi dal Comitato poderi di Pian d’Alma – hanno deciso di dare vita a una nuova realtà: l’associazione dei settori ortofrutticolo e agrituristico di Pian d’Alma. Il parto viene annunciato con una lettera alla sindaca Francesca Travison e all’assessora regionale all’agroalimentare Stefania Saccardi. «Negli ultimi anni noi concessionari della parte produttiva di Pian d’Alma ci siamo trovati in difficoltà per la mancanza di condivisione degli obiettivi da perseguire», si legge nella lettera firmata da tutti i promotori: Matteo Bolognesi, Andrea Bartoli, Loreno e Lorenzo Bartoli, Sara Cumoli e Marzia Lorenzini, Simone Cumoli e Marcello Fiorini. Sono loro a ricostruire le vicende legate alle concessioni dei poderi, di proprietà della Regione, in cui hanno sede aziende agricole che vengono portate avanti dai concessionari, riuniti inizialmente nel Comitato poderi di Pian d’Alma. «Il nostro gruppo ha sempre cercato un dialogo con l’amministrazione comunale, le Bandite di Scarlino e la Regione – spiegano i firmatari della lettera – cioè i gestori e proprietari dei poderi che noi abbiamo in concessione. Abbiamo, non senza criticità, rinnovato alcuni anni fa le concessioni che la Regione riteneva scadute, con grandi sacrifici economici privilegiando l’aspetto della durata e continuando a investire e a produrre sui poderi senza perseguire nessuna via legale», strada che invece era stata ventilata da più parti, ma che alla fine ha portato, secondo i promotori della nuova associazione, a un «inasprimento del dialogo». È stato in quel momento, quando c’è stato da decidere sul rinnovo delle concessioni, che i firmatari della lettera hanno deciso di fare un passo indietro dal comitato originario. Quindi la frattura recente alla luce anche del fatto che il comitato è stato tirato in ballo nelle polemiche seguite alla decisione della sindaca di ritirare le deleghe del bilancio e appunto dell’agricoltura all’ormai ex assessora Letizia Canepuzzi. «Solo oggi – spiegano i firmatari – vedendo più volte il Comitato poderi di Pian d’Alma tirato in ballo, e non sentendoci rappresentati, abbiamo ritenuto di costituire questa nuova associazione dialogante e scevra da pregiudizi e personalismi, con l’intento di portare avanti le nostre attività, dar da mangiare alle nostre famiglie e proseguire il lavoro dei nostri antenati». L’obiettivo è chiaro: «Chiediamo di riaprire un dialogo con tutti gli enti – conclude la lettera – e di risolvere le questioni che riguardano queste concessioni secolari, e infine contribuire per molti anni ancora a mantenere produttivo uno degli ultimi territori della provincia in cui si pratica agricoltura intensiva». —
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