La protesta
Idea, intitoliamo la Rianimazione al cuore grande di Raffaella Carrà
La grande diva donò anche al Misericordia Oggi un’insegnante fa una proposta all’Asl
la proposta
D’adozione sì ma per i suoi “concittadini” Raffaella Carrà era una santostefanese a tutti gli effetti: sulla Costa d’Argento, dove lei aveva scelto di trascorrere una buona parte della sua quotidianità – non come buen retiro bensì come vita vissuta appartenendo a una comunità – resterà indelebile il ricordo della Signora della tv, l’unica donna che già decenni fa, nel piccolo schermo e pur bellissima, non ebbe mai a un ruolo ancillare rispetto a quello di un uomo. Ma la grande Raffaella ha lasciato un segno in tutta la Maremma, a partire dal capoluogo: e non solo per la cifra che aveva la sua personalità ma anche per il suo cuore, che era grande.
Oggi è Giovanna Bianchini, lettrice del Tirreno e insegnante in pensione, a lanciare una proposta, rammentando quando, in piena emergenza sanitaria da coronavirus, Raffaella Carrà aderì all’iniziativa di raccolta fondi – lanciata dall’Arciconfraternita della Misericordia di Porto Santo Stefano – per la donazione di un respiratore polmonare all’ospedale di Grosseto, e mise subito a disposizione l’intero importo necessario, 18mila euro, per l’acquisto dell’apparecchio.
«Nel ricordo anche di questi gesti di generosità per l’ospedale cittadino – dice Giovanna Bianchini – perché non intitolare la sala della rianimazione dell’ospedale della Misericordia a Raffaella Carrà? Lei aveva un animo davvero grande, era una romagnola vera, generosa e laboriosa».
Va da sé che la proposta di Giovanna debba essere indirizzata all’azienda sanitaria, all’Asl Toscana sudest e al suo direttore generale, Antonio D’Urso. E se ci fosse qualcun altro a cui la proposta dovesse piacere, non deve fare altro che farsi avanti. –
Giovanna Mezzana
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
