Sicurezza
Gestiva case di appuntamento per prostitute, imprenditore ai domiciliari
In base alle indagini, il 50enne controllava direttamente tutta la "filiera", decidendo dove collocare le donne e facendo loro da autista
GROSSETO. I carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Grosseto hanno dato (la mattina di mercoledì 28 luglio) esecuzione a un'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Grosseto Sergio Compagnucci, nei confronti di un noto imprenditore 50enne di Grosseto, ritenuto responsabile di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
L'operazione arriva al termine di una lunga e articolata attività di indagine, nata di iniziativa e poi coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Grosseto Giovanni De Marco, avviata in seguito ad alcune segnalazioni arrivate da cittadini, anche attraverso telefonate dirette al numero di emergenza 112, che lamentavano un giro di prostituzione in diverse abitazioni del capoluogo.
L'indagine, convenzionalmente chiamata Messalina, ha origine dalla necessità di arginare un'importante attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a Grosseto, svolta allinterno di ben cinque appartamenti gestiti dall'indagato. Le indagini sono state eseguite perlopiù attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamenti, nonché tramite analisi dei tabulati telefonici relativi alle utenze in uso all'indagato e alle persone dedite alla prostituzione, per circoscrivere la loro presenza nelle abitazioni, e con la documentazione bancaria acquisita a carico della persona sottoposta a indagini.
L'attività investigativa si è protratta per oltre 6 mesi, sono stati monitorati molti siti web di annunci dedicati al sesso a pagamento accertando un considerevole giro di prostituzione radicato in città. In particolare è stato riscontrato che molte prostitute, sia italiane che straniere provenienti da diverse zone d'Italia e non solo, svolgevano la loro attività negli appartamenti direttamente gestiti dall'indagato e si rivolgevano a costui, in quanto ormai ben conosciuto in quegli ambienti.
Lui stesso vantava di avere un'esperienza pluriennale nel settore, tanto da gestire direttamente tutta la "filiera", decidendo dove collocare le donne e i trans e facendo loro da autista, accompagnandole presso le varie case di appuntamento e spostandole periodicamente da un alloggio all'altro, per meglio accontentare i tanti clienti in continua ricerca di nuove ragazze e trans.
Dalle indagini, messe a punto con metodi tradizionali e con l'ausilio di sistemi tecnologici e satellitari, è emerso che il 50enne si occupava personalmente delle illecite locazioni immobiliari, richiedendo a ogni prostituta somme di denaro anche superiori a 500 euro alla settimana, fino ad acquisire un volume di affari illeciti pari a oltre 10.000 euro al mese.
L'indagato ha sin da subito dimostrato, alla luce dei dialoghi captati e della capacità di ottimizzare le risorse umane dedite alla prostituzione, di essere perfettamente a conoscenza dell'attività di "meretricio" svolta nelle sue cinque abitazioni, ove molto spesso vi collocava contemporaneamente anche più di una prostituta per ognuno degli immobili, dispensando suggerimenti e consigli per attirare un maggior numero di clienti, senza destare troppi sospetti nei condomini interessati.
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