Sicurezza
Da via Genova a via Cimabue Il tempo passa e tutto è uguale
De Martis riaccende i riflettori sulle opere (irrealizzate) della lottizzazione del Poggione sul sottopasso a Barbanella e sulla viabilità a singhiozzo dopo il crollo di un edificio
l’intervento
La fotografia della Grosseto di questi anni è quella di una città ingessata.
Una città governata da un’amministrazione comunale che al di là dei proclami si è rivelata incapace di realizzare quantomeno le opere basilari, e che addirittura rifiuta di rispondere alle interrogazioni che ho presentato (in qualità di consigliere comunale e capogruppo della Lista Mascagni Sindaco, ndr) per conoscere il motivo dei ritardi e sollecitare sindaco e assessori a mettere in atto le azioni necessarie.
Pensiamo alla viabilità per l’area produttiva di via Genova, al sottopasso di Barbanella o alla circolazione su viale Cimabue.
Dopo cinque anni è al palo la realizzazione degli interventi di miglioramento lungo via Senese/Genova perché il comune di Grosseto non è riuscito a far rispettare i termini per la realizzazione delle opere di urbanizzazione della lottizzazione del Poggione.
Stiamo parlando tra l’altro degli accessi a uno dei siti in cui operano o stanno per trasferirsi alcune delle principali realtà imprenditoriali della città.
Parliamo della Tecnoseal, Survitec, Noxerior, Toscano-Alta Sartoria, Elmu, Roberto Ricci Design, Montecristo, Fluxinos, Balloni e GLS, fra gli altri.
Un intervento sulla viabilità risulterebbe pertanto di grande utilità anche alle esigenze di quelle aziende che, caparbiamente, ancora investono nel nostro territorio.
Poi c’è l’uscita del sottopasso di Barbanella, in cui ci si imbatte in un consistente restringimento della carreggiata che rende non solo disagevole ma anche pericolosa la circolazione.
Si tratta di una situazione che è determinata da problematiche relative al fabbricato adiacente alla sede stradale. In tutto questo tempo il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna avrebbe potuto, e dovuto, pretendere il rispetto del regolamento di polizia urbana – che obbliga i proprietari a manutenere gli edifici, evitando che dagli edifici stessi possano derivare situazioni di pericolo per le persone e la sicurezza urbana – e nel caso adottare un’ordinanza per intimare l’esecuzione dei necessari interventi risolutori.
Discorso analogo si può fare per viale Cimabue. Sono ormai trascorsi due anni dal crollo che si verificò in un edificio adiacente alla strada, e che rese necessaria una modifica della viabilità con ogni conseguente disagio specie per gli abitanti della zona e per le imprese che lì operano.
A oggi, nonostante il tempo trascorso, quella situazione sembra essersi cristallizzata, con lo sbocco di via Orcagna su viale Cimabue e via Telamonio ancora chiuso.
In questi mesi ho presentato reiterate interrogazioni e tuttavia, nonostante i termini di legge siano stati abbondantemente superati, non c’è ancora nessuna riposta.
E quel che è più grave è che nessun intervento è stato fatto per risolvere i problemi della città. —
Carlo De Martis
Capogruppo
Lista Mascagni Sindaco
Consiglio comunale
di Grosseto
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