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Capotreno muore per malore improvviso: il dolore dei ferrovieri

Capotreno muore per malore improvviso: il dolore dei ferrovieri

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GROSSETO. I ferrovieri di Grosseto si stringono ai familiari del collega capotreno Giuseppe Marandola, morto improvvisamente la sera del 25 luglio a 64 anni.

“Peppino”, come veniva chiamato da tutti, aveva iniziato la carriera ferroviaria a Grosseto nei primi anni ’80 per poi trasferirsi a Napoli dopo oltre 20 anni di Maremma. Aveva trascorso molti anni al lavoro a Grosseto, in città era molto conosciuto. Scrupoloso e competente nel lavoro, si è fatto apprezzare dai colleghi e dai viaggiatori. Tornato al paese d’origine, Vairano Scalo nell’alto casertano, si è sempre impegnato nel volontariato, ricoprendo attualmente la carica di coordinatore dell’associazione “I lupi del Vairo”, gruppo di volontari di Protezione civile e guardie ambientali. A ucciderlo è stato un malore improvviso. In pensione da pochi mesi, lascia la moglie Rita e i due figli Marianna, prossima alle nozze, e Francesco. A dare il triste annuncio è stato il sindaco del suo paese, Bartolomeo Cantelmo: «Un fulmine a ciel sereno ci ha scosso profondamente, all’improvviso ci hai lasciato. Sei stato un punto di riferimento importante per tutta Vairano, per i tuoi Lupi, per l’associazionismo, per il volontariato, per la cultura». E anche per la comunità di viaggiatori e ferrovieri maremmani che lo ricorderà sempre con affetto. — El. G.



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