La manifestazione
«Odoracci di biogas Mi è mancato il respiro»
GROSSETO. E tra le proteste nate in zona, in questi giorni, ve n’è stata una anche sugli “odoracci”. Un dolore acuto che è penetrato nella narici provocando a un’abitante della zona un grosso senso di fastidio al naso e alla gola, «prima di cominciare a entrare nelle prime vie respiratorie». La donna soffre d’asma.
«È stata una nottata d’inferno quella trascorsa tra il 20 e il 21 di luglio nella mia casa in Via Bruno Buozzi – racconta Cristina Camozzi, 79 anni – Verso le 23,30 vado a letto e mi accorgo che dalle finestre socchiuse (le lascio così di notte per arieggiare e far entrare un po’ di fresco) sta entrando, insieme all’aria fresca, il solito odore pungente di biogas, le accosto ulteriormente e mi addormento. Più volte però nella nottata mi sveglio con la sensazione che mi manchi il respiro, con bruciori alla gola e tosse. Alle 5 di mattina il primo attacco di asma e a seguire nausea e sintomi di vomito. Abito in questa casa lasciatami dai miei genitori da ormai 20 anni. E ho scelto di tornare a vivere qui per la buona vivibilità e la vicinanza al mare». La signora avanza una domanda. «Scopro che da alcuni anni la mia città è circondata da centrali a biogas e vorrei sapere: quali benefici ha tratto la collettività dalla loro presenza? Cioè a fronte di aria irrespirabile e problemi per la salute ci sono benefici? La qualità dell’aria è indispensabile per la vita e nulla dovrebbe avere più valore della vita nelle scelte politiche ed economiche», dice lei raccontando il suo caso che tanto fastidio e disagio le ha provocato. —
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