Sicurezza
«Sorpresa e amareggiata ma resto nella maggioranza»
Canepuzzi ipotizza che la sindaca abbia criticato le scelte sull’agricoltura «C’è una curiosa coincidenza con l’arrivo di una mail quella mattina...»
Michele Nannini
SCARLINO. Il ritiro delle deleghe a Letizia Canepuzzi ha squarciato la vita amministrativa scarlinese e creato delle crepe in quella che fino a oggi è stata una squadra che ha lavorato compatta e senza apparenti criticità nella prima parte di legislatura.
Pure la diretta interessata, che in ogni caso ha deciso di continuare ad appoggiare comunque il lavoro della giunta, fa fatica a capire i motivi alla base della scelta della sindaca Francesca Travison, anche se un paio di indizi sembrano suggerire nel settore agricolo e più in generale in quello relativo alle Bandite l’origine della frattura.
«Sono rimasta sorpresa da quanto successo – racconta l’ormai ex assessora scarlinese – fino a oggi il mio percorso è stato improntato al massimo rispetto e fedeltà al programma elettorale e alle deleghe che la sindaca mi aveva attribuito, c’era fiducia reciproca. Ritengo di aver portato avanti tutti i compiti che avevo ricevuto con la massima serietà, la sorpresa è quindi tanta anche perché non ci sono state divergenze di vedute clamorose, mi sono fatta un’idea ma è esclusivamente basata su una mia impressione ovvero che avessimo una visione diversa sul settore dell’agricoltura che era una delle mie deleghe. Spesso c’era da decidere sulla gestione del patrimonio regionale relativo alle Bandite (delega che però era rimasta in campo alla sindaca, ndc) e forse la frattura può essere nata da qui. Anche perché c’è una curiosa concomitanza di eventi che si è verificata il giorno del ritiro delle deleghe: la mattina infatti il Comitato poderi di Pian d’Alma ha inviato via Pec al sindaco, alla giunta e ai consiglieri una richiesta di incontro per parlare delle numerose problematiche che in due anni non erano ancora state risolte, nel pomeriggio è arrivato il ritiro delle deleghe. Potrebbe anche essere una coincidenza ma sarebbe davvero molto strano».
Nella missiva il comitato ha chiesto chiarimenti in merito agli impegni assunti per la regolarizzazione dei rapporti fra gestore e concessionari delle unità poderali facenti parte il patrimonio indisponibile della Regione Toscana, riscontrando da parte del Comune una mancanza di attenzione relativa alle problematiche del settore. Buona parte delle doglianze segnalate dal comitato stesso hanno avuto comunque origine nelle precedenti amministrazioni. «Non ho in ogni caso certezze sui veri motivi del ritiro delle deleghe – continua Canepuzzi – però la tempistica fa pensare. Non ci sono state infatti nemmeno delle divergenze su programmi futuri, per me è stata davvero una doccia fredda. Con la sindaca non ho avuto ancora modo di parlarci, sono ancora amareggiata, mi fa invece piacere ricevere solidarietà da tante persone che mi hanno contattato e manifestato stima, purtroppo non ho saputo dare a nessuno una risposta sul perché di quanto accaduto in quanto il rapporto era fedele e scorreva bene, sono a posto con la mia coscienza e questo in effetti lo ha evidenziato anche la sindaca. Comunque rimango nella maggioranza per garantire che vengano portate avanti le linee programmatiche nella tutela del mandato elettorale conferitomi dai cittadini». —
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