Attenzione
Anziana stordita con psicofarmaci e derubata
I carabinieri denunciano la vicina di casa (70 anni) che la addormentava per prenderle il bancomat: sottratti 8mila euro
Elisabetta Giorgi
ALBINIA. Si è ricordata di aver bevuto dell’acqua «dal sapore amarognolo» e le analisi mediche hanno confermato: aveva ingerito psicofarmaci senza saperlo.
La storia – dai contorni piuttosto incredibili – ha per protagoniste due vicine di casa anziane che abitano ad Albinia, una delle quali – come hanno ricostruito i carabinieri dopo indagini capillari – anziché assistere l’altra la stordiva con gli psicofarmaci fino a farla addormentare per poi rubarle soldi con il bancomat. La 70enne è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Albinia alla procura di Grosseto, per rapina aggravata nei confronti della sua vicina 77enne.
Tutto è cominciato agli inizi del mese di luglio, quando quest’ultima ha scoperto con somma sorpresa che c’erano movimenti strani (e soprattutto consistenti) sul suo conto corrente: ammanchi che non sapeva giustificarsi. Prelievi e spese per oltre 8mila euro, operati nei 15 giorni precedenti, che la donna non riconosceva né ricordava di aver fatto in alcun modo. La denuncia ai carabinieri è partita da queste operazioni incomprensibili. Elemento chiave: nel corso delle testimonianze rese ai militari è emerso che la donna negli ultimi periodi accusasse degli stati di sonnolenza e forte stordimento, di cui non sapeva giustificarsi l’origine. Lei stessa ha deciso di sottoporsi a una serie di esami medici per capirne la causa e gli accertamenti hanno dato riscontro a questi stati di “semi coscienza”. In pratica è emersa una positività alle benzodiazepine, psicofarmaco reperibile solo su prescrizione medica, impiegato per trattare insonnia o ansia e che, se usato in grandi quantità, può produrre stati di stordimento e sonnolenza. Un farmaco che l’anziana aveva in corpo, ma che non era solita assumere. Perché dunque?
Nel frattempo i militari hanno accertato che, nei giorni in cui risultavano i prelievi non riconosciuti, la signora si trovava sola in casa e veniva assistita quando ve n’era bisogno dalla sua vicina, che più volte si era dimostrata gentile e disponibile ad aiutarla per le esigenze quotidiane. Il tutto era facilitato dal fatto che i due appartamenti, tra loro confinanti, erano entrambi proprietà della vittima e solo divisi da una porta interna, lasciata aperta perché la 70enne potesse accedere dalla vicina per sincerarsi delle sue condizioni quando era sola. Sommati tutti gli elementi, le indagini dei carabinieri hanno fatto emergere elementi inequivocabili a carico della 70enne e il “crechio” è stato chiuso.
Con la scusa di assistere la vicina, la donna le somministrava forti dosi di farmaci a base di benzodiazepine (tant’è che l’anziana rapinata ha riferito ai militari di aver bevuto «acqua dallo strano sapore amarognolo»). Somministrati i farmaci sciolti in acqua o altre bevande, la 70enne aspettava che il farmaco facesse azione, si impossessava della tessera bancomat e dell’ignara donna e faceva i prelievi, nonché acquisti di generi alimentari, scarpe e altro in diversi negozi orbetellani.
La tessera veniva sempre rimessa al suo posto, in buon ordine, in modo che la donna non si accorgesse, almeno nell’immediato, di nulla. —
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