Gioco
Lavoro, legalità, uguaglianze Legacoop offre nuovi modelli
In duecento hanno partecipato alla Cava di Roselle all’assemblea toscana Il presidente Negrini: «Senza piena dignità, l’integrazione non avverrà mai»
grosseto. «Ridurre le diseguaglianze» valorizzando il nostro modello di sviluppo «che non sia solo investimenti stranieri e rendita», ma puntando su «comunità locali, sostenibilità, economica, sociale e ambientale, con uno sviluppo equilibrato».
A dare la linea ai delegati, in assemblea alla Cava di Roselle, ospiti della cooperativa Uscita di Sicurezza, il presidente della Legacoop Toscana Roberto Negrini. Sullo sfondo della discussione sul ruolo del movimento cooperativo, il nuovo modello di sviluppo della Toscana, alla luce della stagione che sta per aprirsi per gli investimenti previsti da Pnrr e nuova programmazione europea. I 200 delegati presenti all’assemblea, rappresentavano circa 700 cooperative, 1.750.000 soci, 40mila dipendenti e un valore della produzione pari a circa 8 miliardi di euro.
Preoccupato l’incipit dell’intervento di Negrini: «Il virus ha contagiato un sistema già malato – ha sottolineato il presidente – e alcune patologie si stanno aggravando: la disuguaglianza è aumentata, con la pandemia che ha colpito soprattutto alcune categorie, tra cui le donne, mentre la questione ambientale è rimasta intatta». Per questo il movimento cooperativo rilancia sul valore della propria diversità proponendosi come modello alternativo che mette al centro lavoro e lavoratori: «Le tensioni esplose nella logistica nei mesi scorsi – ha spiegato Negrini – hanno portato di nuovo alla ribalta il tema della legalità nelle filiere produttive e bene ha fatto il governo a disporre l’aumento dei controlli da parte dell’Inps. Ma bisogna anche iniziare a dire che molte volte il contratto collettivo nazionale non riesce a garantire condizioni dignitose ai lavoratori».
Come nel caso di logistica, pulizie e agricoltura. «Settori nei quali lavorano tanti nuovi italiani che in questi mesi abbiamo visto protestare per le condizioni disumane in cui operano». La vera inclusione per Legacoop «passa dal pieno riconoscimento dei diritti civili, ma senza una piena dignità del lavoro l’integrazione non ci sarà mai».
Ospite d’eccezione della serata è stata l’economista e presidente della Commissione economia del parlamento europeo, Irene Tinagli: «Oggi dobbiamo ricostruire il tessuto economico e sociale del paese, facendo in modo che ci sia progresso per tutti e non solo per alcuni – ha sottolineato – Il mondo della cooperazione ha e avrà un ruolo fondamentale nel promuovere sviluppo e crescita improntato a solidarietà, qualità del lavoro, e ancorati all’idea che l’emancipazione nasce dall’essere parte attiva di un processo di crescita collettiva, di progresso economico ma anche sociale e civile».
Il presidente di Legacoop Mauro Lusetti, invece, ha sottolineato che «occorre risolvere i problemi strutturali del Paese, a partire dai divari territoriali e dalle fratture sociali che la pandemia ha approfondito, evidenziando i limiti di uno Stato che non è in grado, da solo, di rispondere alle nuove emergenze. Vanno perciò rafforzate politiche di partnership tra pubblico e privato per valorizzare l’apporto di tutte le forze radicate nel territorio, capaci di sviluppare relazioni di comunità e di perseguire finalità sociali puntando su protagonismo e autorganizzazione economica e sociale dei cittadini».
A conclusione dell’assemblea è stato piantato alla Cava di Roselle un albero di ulivo in memoria di Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino morto due anni fa in Siria, dov’era andato per combattere l’Isis a fianco del popolo curdo. —
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