La protesta
Casette sugli alberi, il reato è prescritto già dall’ottobre scorso
gavorrano. È intervenuta la prescrizione nel processo per i presunti abusi commessi con la realizzazione delle casette sugli alberi, il villaggio costruito in località Le Lame di Caldana.
È stato decisivo un film, presentato al giudice Marco Bilisari dai difensori Cristina Solignani (per Irmgard Thuma committente) e Marco De Stasio (per Irene Bertelli proprietaria). È il fim “L’ora blu” diretto da Stefano Cattini e interpretato anche da Thuma nel quale sono riconoscibili le opere oggetto dell’imputazione. Sulla copertina del divd del film è indicato l’anno 2012, il giudice presume quindi che entro quella data i lavori dovevano essere terminati, come confermato anche da Ivo Bertelli nel corso della sua testimonianza. Facendo i conti, comunque, il giudice rileva che il reato sarebbe stato comunque prescritto anche se fosse stata confermata la data indicata nel capo di imputazione, maggio 2013, perché i sette anni e mezzo avrebbero portato a ottobre 2020, dieci mesi fa. Tutto ciò per quanto riguarda la realizzazione delle opere in assenza di autorizzazione paesaggistica in area boscata facente parte del sistema della collina Montecalvo-Pozzuoli, per l’aumento superiore del trenta per cento della volumetria della costruzione originaria. Per quanto riguarda invece la mancanza del permesso a costruire le medesime opere, il giudice nota che la contestazione era prescritta dopo quattro anni da quel maggio 2013, cioè a maggio 2017.
Dopo i sopralluoghi della polizia municipale, la Procura aveva ravvisato varie irregolarità, per opere che sarebbero state realizzate senza permesso di costruire. In particolare, una tettoia in legno, un container adibito ad abitazione, un gazebo, una casetta in legno con bagno e due portici, un camper utilizzato come residenza, con portico, un manufatto adibito a lavanderia, altre due casette in legno, due strutture in legno collocate sugli alberi ad uso osservatorio. Gli accertamenti della polizia municipale di Gavorrano erano partiti nell’estate 2017, dopo una segnalazione degli uffici comunali. Gli agenti avevano ravvisato la realizzazione in assenza dei titoli edilizi prescritti. In seguito, si era occupato della vicenda anche il nucleo di polizia municipale della Procura. Era stata fornita anche un’indicazione sulla presumibile data di edificazione delle opere, anche con l’aiuto delle foto aeree. —
P.S.
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