Il Tirreno

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scansano 

«Cercato il dialogo ma il sindaco è rimasto sordo»

Il Pd replica alle affermazioni dell’assessore Ferri e spiega perché non darà l’appoggio al sindaco uscente

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scansano. Lunga risposta del Pd di Scansano a Lorenzo Ferri, assessore allo sport.

«Meno enfasi, egr. Ferri, meno enfasi… e più chiarezza», inizia il Pd, che tiene a precisare di non aver mosso «un attacco personale a lei, ma un semplice e molto generico comunicato politico, che esprimeva il nostro legittimo e per nulla offensivo punto di vista, riguardo le carenze della presente amministrazione, sia in relazione alla reale efficacia dell’azione sviluppata dalla sindacatura Marchi, sia ai costi sociali patiti (in termini di ricadute materiali) da gran parte della popolazione e delle realtà presenti nel Comune di Scansano». Il Pd ritiene «completamente fuori luogo» la veemenza di Ferri ed elenca le critiche: «La presente amministrazione non ha certo brillato per chiarezza di azione: non si è mai avuta notizia o pubblicità riguardo la condizione reale delle finanze comunali, non si è mai dato corso e neanche lontanamente pensato a quello che si chiama “bilancio partecipato”, al contrario, si è sempre preferito parlare assai genericamente di conti in rosso (notizia peraltro già nota ai più) mai fornendo cifre puntuali all’opinione pubblica scansanese, preferendo sempre fumose indicazioni di “disastro economico”».

E ancora: «Le risulterà evidente che 250mila euro all’anno, cifra che lei fornisce, quale importo annuale accantonato dalla virtuosa amministrazione Marchi, per cinque anni producono 1.250.000 euro che sottratti alla cifra iniziale che lei fornisce (1.800.000 euro) danno 550mila euro non 1 milione come da lei affermato, che fine ha fatto il resto? Si è reso conto che ciò che scriveva portava ad una contraddizione con quanto da lei affermato un rigo sopra?»

Secondo il Pd, le parole di Ferri confermano che «l’amministrazione di cui fa parte, in realtà abbia fatto poco o nulla allo stato attuale; lei fa orgogliosamente riferimento a lavori non realizzati, ma semplicemente in progetto, che sono ancora in carico alla vostra amministrazione, solo grazie alla pandemia in corso, perché in realtà il vostro mandato avrebbe dovuto avere termine circa quattro mesi fa. L’azione amministrativa esercitata in questi cinque anni ha avuto tutti gli aspetti pratici di una gestione commissariale, peraltro neanche molto attenta, che ha raso al suolo i rapporti con la gran parte della cittadinanza (basta vedere come sono stati gestiti i rapporti con le realtà legate all’associazionismo sportivo e non ed al volontariato) ed allargato a dismisura la distanza tra l’ente Comune e cittadini, molto prima e molto di più dell’emergenza Covid.

«La crescente distanza dai reali bisogni delle persone e dai problemi della cittadinanza, la conduzione verticistica, esclusivamente ragionieristica e pressoché commissariale del Comune (di cui con tutta evidenza lei non ha avuto percezione) la sostanziale sordità nei confronti delle esigenze di gran parte delle realtà del territorio, la contraddittorietà di molte scelte operate, la assoluta impermeabilità a qualsiasi scelta condivisa (l’uomo solo al comando) sono state infine le motivazioni principali che ci hanno portato nell’ultimo anno a scartare con decisione la possibilità di fornire di nuovo un appoggio politico al sindaco Marchi. Questo non vuol dire che non abbiamo provato a dialogare, nel corso di questi 5 anni, responsabilmente come si conviene ad una forza politica matura, che cerca fino all’ultimo di tutelare politicamente le persone che rappresenta. Tutto questo impegno non è riuscito minimamente a scalfire o modificare la china intrapresa e dal punto di vista politico ciò ha rappresentato e rappresenta un ostacolo insormontabile anche alla più ferrea volontà di dialogo». —



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