La manifestazione
Bufera dell’Anpi sulle parole del vice sindaco
grosseto. Le parole del vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Agresti, pronunciate durante la presentazione del suo libro, non sono piaciute all’Anpi.
Durante la presentazione del libro Agresti si è dichiarato «orgoglioso di nonno nella Repubblica Sociale Italiana». Una frase che non è piaciuta ai partigiani. «Riteniamo che ci sia poco da essere orgogliosi per un’esperienza, condannata inequivocabilmente dalla storia, che consegnò la nazione nelle mani dell’esercito occupante nazista e lasciò il paese ridotto ad un cumulo di macerie alla fine di una delle guerre più sanguinose della storia umana, voluta dal regime fascista – dicono all’Anpi – Come si vede le parole di Agresti cadono come sale su ferite ancora aperte nel vissuto dei cittadini pur a distanza di 77 anni, anche se il vice-sindaco giustifica il proprio dire affermando che “non siamo più nel secolo delle ideologie: questo è il secolo dei bisogni e della capacità di dialogare” e che la sua nuova collocazione politica è “una scelta pragmatica”».
Per l’Anpi sarebbe stato meglio se avesse ricordato il proprio giuramento sulla Costituzione antifascista e se avesse preso le distanze da una tradizione indifendibile. «Tutti gli anni l’Anpi insieme alle istituzioni locali il 22 marzo a Maiano Lavacchio ricorda gli undici ragazzi fucilati dopo un processo farsa solo per aver rifiutato di imbracciare le armi della Repubblica Sociale Italiana contro altri compatrioti – dicono – Non crediamo che questa sia una scelta “pragmatica”, dovuta alle contingenze del momento, ma una scelta ideale di valori che servono ad impedire che l’orrore di un tempo, ormai consegnato alla storia, non debba più ripetersi. Quale volontà di dialogo ci può essere con una larga parte della cittadinanza che ancora attivamente ricorda? Non vi può essere una vera pacificazione e una memoria condivisa se non si parte dal riconoscimento di chi allora si trovò dalla parte della barbarie». –
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