Il Tirreno

Grosseto

Più acqua per le campagne e più sicurezza per tutti

Enrico Pizzi
Più acqua per le campagne e più sicurezza per tutti

Inaugurato il nuovo impianto di derivazione del fiume ombrone 

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Enrico Pizzi

grosseto. La sicurezza della città, l’acqua per l’irrigazione dei campi e una migliore funzionalità della centrale idroelettrica di San Martino: tre obiettivi che il Consorzio Bonifica 6 Toscana ha raggiunto con il nuovo impianto di derivazione delle acque dell’Ombrone a Ponte Tura.

Di fronte al vecchio, imponente, edificio di Ponte Tura, oggi in stato di abbandono e di degrado nonostante sia uno dei principali manufatti delle opere di bonifica della Maremma, l’impianto di derivazione delle acque del fiume Ombrone, sbarrato poco a monte dalla diga della Steccaia, continua a funzionare e, con il nuovo intervento da 6 milioni e 300mila euro, realizzato dal Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud e finanziato interamente dal Ministero delle politiche agricole, potrà fornire un maggior quantitativo di acqua alla rete di irrigazione del Consorzio.

Fino alla realizzazione di questo intervento, inaugurato ufficialmente ieri, la derivazione delle acque correva lungo l’argine in una canaletta scoperta, con un evidente spreco di acqua, sia per dispersioni che per evaporazione. Si calcola che con il nuovo impianto di derivazione, che prevede l’utilizzo di un grande tubo in vetroresina, di due metri e mezzo di diametro e lungo oltre 1,7 chilometri, si risparmierà circa il 30 per cento delle acque derivate, a tutto beneficio, in modo particolare, del sistema di irrigazione di un territorio di circa 3.300 ettari.

Non meno importante, però, è la questione sicurezza. L’argine, in quel punto, è sempre stato un punto di debolezza, anche e proprio a causa delle infiltrazioni di acqua dalla canaletta che rischiavano di indebolire l’argine stesso. Il grande tubo posato e interrato di fatto elimina quell’elemento di debolezza e rafforza il piede dell’argine, garantendo una maggiore sicurezza a tutta la città di Grosseto. «Di fatto ormai – spiega, soddisfatto il presidente del Consorzio Fabio Bellacchi – l’argine dell’Ombrone a protezione della città è quasi completamente in sicurezza». A tagliare il nastro, il sottosegretario Francesco Battistoni. «È un’opera – ha detto – che va a conciliare due esigenze fondamentali: il risparmio idrico e il consolidamento dell’argine. È un progetto all’avanguardia e va nella direzione di ciò che in futuro sarà il Pnrr».

Un altro elemento significativo è l’aumento della portata dell’acqua che, prima di finire nell’impianto di irrigazione, attraversa la centrale idroelettrica di San Martino. «Facciamo lavorare meglio e di più la centrale, senza perdere più neppure un millimetro d’acqua – ha spiegato Bellacchi – e sappiamo che più la centrale produce, più si abbassa la contribuenza».

Per salutare questa opera così importante, ricco il parterre di autorità intervenute, a cominciare dal prefetto di Grosseto, Fabio Marsilio. Con lui rappresentanti dell’associazionismo e del mondo dell’agricoltura, il senatore Roberto Berardi e il deputato Luca Sani, oltre all’assessore regionale Leonardo Marras, i presidenti di Anbi regionale Marco Bottino, e nazionale, Francesco Vincenzi. — © RIPRODUZIONE RISERVATA

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