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Grosseto

la protesta 

Biogas e cattivi odori «Ostaggio della puzza qui non si vive più»

Francesca Gori
Biogas e cattivi odori «Ostaggio della puzza qui non si vive più»

Ieri a San Martino in tanti hanno dovuto chiudere le finestre «Non possiamo nemmeno fare una grigliata in giardino»

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Francesca Gori

GROSSETO. Ostaggio della puzza del biogas. Costretto a stare chiuso in casa e a disdire la grigliata organizzata per il pranzo di ieri. «Perché la puzza che si sente a San Martino oggi, è insopportabile. E spesso, a seconda di come gira il tempo, le cose vanno così».

Luigi Bisello ieri mattina si è svegliato e, appena aperta la finestra, si è subito accorto che non sarebbe stata una bella domenica quella che gli si parava davanti. «Qua siamo in campagna – spiega – e fino a qualche tempo fa vivevamo tutti con le finestre aperte d’estate, perché l’aria circola. Ma abbiamo dovuto installare il climatizzatore e siamo costretti a tapparci in casa, perché quando gli impianti sono in funzione, a seconda di che tipo di lavorazione svolgano e di come tiri il vento, siamo costretti a barricarci in casa.

La puzza si attacca alle tende, ai panni stesi. Spesso ho avuto voglia di lasciare casa mia e trasferirmi, ma sinceramente non mi pare giusto».

Bisello ieri mattina ha chiamato la polizia municipale, per segnalare l’accaduto, così come prevede il protocollo sottoscritto dal Comune con i titolari di otto impianti che si trovano vicino alla città. E che spesso sono responsabili dell’aria fetida che ammorba Grosseto. Il protocollo infatti prevede alcune azioni che promettono di mitigare la propagazione di maleodoranze, in attesa che Stato e Regione introducano delle norme sulla materia, ad oggi assenti.

Come noto le centrali a biomasse sono dei grandi digestori che inghiottono materiale organico – sfalci, colza, escrementi provenienti da stalle e pollai, ma anche piante coltivate all’uopo – lo fanno fermentare e ne ricavano gas, detto “biogas” perché, appunto, prodotto da sostanze biologiche. Un prodotto questo che non profuma di lavanda. «A casa ho anche il caminetto - dice Bisello - bisognerebbe che chiudessi anche quello, perché quando il vento porta il cattivo odore nella direzione delle nostre case, entra anche dal comignolo. Quando ci svegliamo, spesso sembra di essere in una fogna». Ora con il protocollo firmato, a controllare che venga applicato saranno gli enti normalmente preposti: Comune, Asl, Arpat, carabinieri forestali. «Mi auguro che qualcosa cambi - dice ancora l’abitante di San Martino - perché in questo modo diventa difficile andare avanti. Siamo esasperati». —

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