Il Tirreno

Grosseto

l’ingegner tasselli 

«Arriveremo a 20 milioni di metri cubi e contrasteremo il cuneo salino Serviranno anni per questo obiettivo»

M.F.

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grosseto. Oltre la metà dell’acqua distribuita in Toscana per l’irrigazione collettiva è appannaggio del Consorzio di bonifica 6 Toscana sud. A seguire in questa particolare classifica c’è il quantitativo del comprensorio aretino, che conta sul grande bacino di Montedoglio.

Praticamente dai 4,5 ai 5,8 milioni di metri cubi (a seconda dell’anno) su un totale di 9,3 milioni di metri cubi distribuiti in regione. «Purtroppo – chiarisce l’ingegner Roberto Tasselli – l’irrigazione collettiva copre solo il 9 per cento dei consumi regionali, a fronte del 67 per cento di emungimenti autonomi da pozzi o corpi idrici, e del 24 per cento alla voce “altro”. Una volta completati i nostri investimenti, ma ci vorranno anni, arriveremo a 20 milioni di metri cubi, con vantaggi notevoli per contrastare l’abbassamento delle falde e l’ingressione del cuneo salino».

Entro la fine del 2021, salvo imprevisti, saranno autorizzati tre grossi interventi, cui seguiranno le gare e l’avvio dei lavori a primavera 2022. Si tratta della messa a norma e del collaudo del bacino di San Floriano, nel territorio di Capalbio, con la realizzazione della rete di distribuzione, per 8,1 milioni, che servirà 400 ettari coltivabili. Della realizzazione di un invaso nell’ex canale diversivo (Grosseto) e dell’ammodernamento dell’impianto irriguo di Cernaia, per complessivi 9 milioni, a servizio di circa 850 ettari. E infine dell’ammodernamento della “presa” dall’Ombrone di Alberese per ottimizzare il prelievo e sistemare i canali di distribuzione, dotandoli di un sistema di dighe gonfiabili autoregolate, con dislivello tra monte e valle. Per 1,3 milioni, a servizio di 1.241 ettari coltivabili.

«L’obiettivo di questi interventi finanziati da Mit e Mipaaf, col piano irriguo nazionale – conclude Tasselli – è quello di risparmiare risorse, tutelare la falda e contrastare l’ingressione del cuneo salino. Indirizzando l’agricoltura verso colture sostenibili e tenendo basso il costo d’irrigazione per gli agricoltori in modo da sostenerne il reddito e aiutarli a migliorare le rese colturali».

Grazie all’irrigazione collettiva, infatti, sarà più semplice e produttivo coltivare olivi, viti, cereali, foraggere e pomodoro da industria, ma anche colture orticole e frutticole. —

M.F.

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