Toscana
«Meno corse, noi penalizzati» Ma il Tar dà ragione al ministero
La società Sistema Cavallo aveva presentato un ricorso per il calendario 2020 Il montepremi era diminuito. Per i giudici la smentita è nei documenti presentati
FOLLONICA. Il ricorso della Sistema Cavallo contro il Ministero delle politiche agricole per l’annullamento del calendario di corse per il 2020 è stato ritenuto infondato.
Lo ha deciso il Tar del Lazio seconda sezione, respingendo tutte le doglianze manifestate dalla società che gestisce l’ippodromo dei Pini di Follonica.
Al centro del ricorso la diminuzione delle riunioni di trotto e di galoppo nell’impianto follonichese emersa durante la formulazione del calendario relativo al 2020, diminuzione che aveva portato anche a un minor stanziamento del montepremi a disposizione durante le corse.
Secondo la società il calendario delle corse relativo al primo semestre dello scorso anno sarebbe stato redatto in maniera del tutto discrezionale, illogica e arbitraria, contraddicendo i criteri enunciati dallo stesso Ministero tra cui quello in base al quale l’assegnazione delle giornate di corsa ai singoli ippodromi sarebbe dovuta avvenire tenuto conto del numero delle giornate attribuite per il quadriennio 2016-2019.
Effettuando l’analisi delle corse nel quadriennio indicato la programmazione del primo semestre avrebbe dovuto prevedere, secondo Sistema Cavallo, almeno 14 giornate di corse invece delle sei realmente attribuite con un’ingiustificata disparità di trattamento tra le giornate di corse assegnate all’ippodromo di Follonica e quelle attribuite ad altri impianti; inoltre è stato contestato anche il fatto che il provvedimento relativo al calendario avrebbe dovuto essere emanato dal dirigente della Pqai VII (uno degli uffici dirigenziali della direzione generale) e non dal capo dipartimento.
Secondo i giudici i motivi del ricorso sono infondati in quando il modus operandi per l’emanazione del provvedimento è stato quello corretto visto che in quella fase mancava il direttore generale competente; sugli altri rilievi relativi al calendario i giudici evidenziano come l’accordo di partnership del 2018, quando venne rilevata dall’impianto follonichese l’attività del Casalone di Grosseto, si limitava a garantire per il solo 2018 all’ippodromo di Follonica «i livelli di programmazione e di montepremi delle attività di corse in piano per fantini e cavalieri dilettanti previste per l’Ippodromo del Casalone di Grosseto»; ne consegue che l’atto in esame non costituisce parametro vincolante alla luce del quale valutare la legittimità del calendario delle corse del 2020 ma, al più, può influire sul numero delle giornate del 2020 solo attraverso il criterio generale del numero di giornate disputate nel periodo 2016-2019 richiamato dal provvedimento ministeriale del 24 dicembre 2019.
La Sistema Cavallo inoltre, pur lamentando l’attribuzione di un numero di giornate e di montepremi inferiori a quelle attribuite negli anni precedenti, non specifica se tali giornate riguardino corse al trotto o al galoppo e, per di più, fornisce dati non congruenti con le risultanze documentali dalla stessa prodotte. Analizzando inoltre tutti i dati delle giornate assegnate le censure risultano generiche e prospettate in maniera non coerente e, comunque, sono smentite dalla produzione documentale versata in giudizio dalla stessa Sistema Cavallo la quale, anzi, palesa un numero di giornate assegnate per il 2020 in linea con quelle attribuite nel 2019.
In sostanza quindi i dati posti dalla censura a fondamento della contestata riduzione delle giornate e dei finanziamenti sono non coerenti, smentiti dalla stessa documentazione depositata da parte ricorrente e, comunque, non assistiti da idonea consistenza probatoria. —
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