Il Tirreno

Grosseto

Sette anni da incubo «Ma nessuno ha fatto sciacallaggio»

Emanuel Cerciello

Lo sfogo dell’ex politico: «Mi sono difeso, non avevo nulla a che vedere con la vicenda» 

2 MINUTI DI LETTURA





la lettera

«Da credente ringrazio Dio. Questa vicenda mi ha creato un grande dolore. Mi sono voluto difendere fino in fondo, perché con questa storia non avevo nulla a che vedere. Anche se non ho mai avuto dubbi sulla mia assoluzione, oggi sono particolarmente soddisfatto per vari motivi.

Il primo è nella sentenza di assoluzione con formula “per non aver commesso i fatti” che rappresenta per me l’assoluzione più ampia negando qualsiasi presupposto accusatorio nei miei confronti.

L’altro è nella richiesta di assoluzione formulata anche dalla pubblica accusa segno che in sede dibattimentale nulla è emerso contro il sottoscritto. Finire la mia vita politica infangato come persona legata a truffe di qualsiasi genere sarebbe stato triste.

La mia assoluzione la devo innanzitutto a me, alla mia famiglia e a tutti gli amici che non hanno mai smesso di darmi conforto e stima. La dovevo anche a tutti quelli che, invece, hanno preferito nel più tipico stile becero, sghignazzare, spettegolare e forse anche compiacersi davanti a titoli giornalistici che riportavano accuse infamanti quanto false.

Fin dall’inizio mi sono dichiarato estraneo a questa vicenda, ero coinvolto in qualcosa che non mi apparteneva. Ho sempre avuto la massima attenzione ogni volta che ho operato da imprenditore e da persona impegnata nella politica locale e istituzionale, così come in tutti gli altri luoghi. Insieme alla tanta soddisfazione che sento in queste ore avverto qualche preoccupazione legata al sistema giudiziario che ho potuto testare personalmente in questi anni. Lo dico sempre con profondo rispetto verso tutte le persone che operano in questo settore delicato e fondamentale del nostro paese.

A me è stata tolta la possibilità di avere giustizia con l’archiviazione della mia denuncia per smarrimento dell’assegno in questione. Ed è stata data seguito una denuncia presentata successivamente alla mia che da subito presentava come è già emerso in sede processuale, delle incongruenze e falsità devastanti.

A causa di una firma, falsa, che non è stata analizzata prima da parte di un esperto, cosa che invece è avvenuta dopo il mio rinvio a giudizio. Con esiti ovvi. Cioé che la firma non era riconducibile al sottoscritto. Ovvero quello che dal 2014 cercavo di denunciare attraverso una querela. L’assegno mi era stato sottratto da una persona che aveva le chiavi del mio ufficio. Ringrazio i miei avvocati Roberto Baccheschi e Christian Sensi per la grande professionalità dimostrata fin dall’inizio, gli amici e soprattutto le forze politiche di questa città. Nessuno mai si è buttato come un avvoltoio su questa notizia, segno che al di là delle scaramucce esiste un rispetto ed un etica non comune e che riconosco a tutti gli schieramenti». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa