Finanza
Sequestrata a marzo la pedana è sempre lì
Ricettacolo di sporcizia, non è un bel biglietto da visita Il titolare del Bi bar: «Così com’è è anche pericolosa»
porto ercole. Il gazebo del Bi bar è stato smantellato da giorni. Dopo il sequestro da parte della capitaneria di porto la struttura è stata demolita. Dello spazio esterno del locale è rimasta solo la pedana che si è trasformata in un ricettacolo di rifiuti.
«Al momento – dice Claudio Fanteria che dal 2013 gestisce il locale – quella pedana è un problema per la sicurezza. I ragazzi ci salgono sopra e oltre a lasciare sporco, rischiano di farsi male perché la vetrata può rompersi. A questo punto le strade sono due – aggiunge il gestore – o ci danno la possibilità di riaprire per lavorare almeno un mese in estate, oppure, visto che è sotto sequestro, la smantellano. Se qualcuno si fa male di chi è la responsabilità? Se la pedana fosse allestita com’era quando la usavamo per il bar, allora non ci sarebbero problemi perché sarebbe sorvegliata».
Fanteria spera ancora di poter avere le autorizzazioni per usare quello spazio. Il Bi bar adesso svolge la sua attività solo con quattro tavoli sul marciapiede e per di più, al sole.
«Il sequestro – aggiunge Fanteria – c’è stato a fine marzo e da allora non abbiamo più avuto risposte sul da farsi». Il sequestro ha avuto un effetto: «In estate lavorano circa 13 persone, adesso – continua il gestore – siamo in tre. Stiamo aspettando che un giudice decida, ma è una corsa contro il tempo. Quella pedana in quello stato non è comunque una bella immagine per il paese».
La questione del Bi Bar è stata oggetto, nelle scorse settimane, di un duro attacco politico all’amministrazione guidata da Franco Borghini da parte della ex vicesindaca Priscilla Schiano: «Nessuno dice che le situazioni irregolari non debbano essere sanate – aveva scritto su Facebook Schiano – ma cerchiamo di fare le cose con il buonsenso senza danneggiare le persone che lavorano e danno lavoro».
A distanza di giorni, Schiano è tornata all’attacco. «Tutto quello che sta succedendo al Bi Bar rappresenta lo scarso interesse che la nostra amministrazione ha per le attività. Credo che sarebbe stato opportuno che l’amministrazione avesse fatto pressing perché la situazione si risolvesse. Veniamo da un periodo in cui i locali sono stati chiusi a causa del Covid. Hanno delle restrizioni, norme da rispettare. Nessuno dice che gli illeciti non devono essere sanati – conclude Schiano – ma allo stesso tempo l’amministrazione comunale deve aiutare i titolari di impresa». –
Ivana Agostini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
