Sicurezza
Più di 300 cessioni di droga in un anno: condannato a quattro anni e mezzo
Francesca Gori
FOLLONICA. Si era creato, in poco più di un anno, un giro di clienti fidatissimi che si rivolgevano solo a lui per comprare stupefacenti: aveva cocaina, eroina e anche hashish e soprattutto si muoveva in ogni angolo della città per andare incontro alle esigenze di chi lo contattava per avere una dose. Poi però, si era trovato davanti i carabinieri che lo hanno arrestato. Ora, Hamza Nadiri, il ragazzo di 24 anni originario del Marocco che da oltre un anno soddisfaceva le richieste dei consumatori follonichese, è stato condannato: difeso dall’avvocato Massimo Landi, il giovane, giudicato con il rito abbreviato, dovrà scontare quattro anni e sei mesi di reclusione e pagare una multa di 20mila euro, oltre alle spese processuali e a quella di custodia cautelare in carcere. Così ha deciso il giudice Marco Mezzaluna, che ha celebrato l’udienza.
I carabinieri avevano ricostruito vendita dopo vendita, buona parte dell’attività di spaccio messa in piedi dal giovane, documentando trecento cessioni in poco più di un anno. Tutto è cominciato la sera in cui i militari, nell’estate 2019, hanno fermato un ragazzo vicino all’ippodromo che aveva con sé una dose di eroina. Da quella sera si erano messi sulle tracce di Nadiri: il ragazzo, che a Follonica risultava senza fissa dimora ma che probabilmente si appoggiava da qualcuno, aveva tutto quello che si poteva desiderare: cocaina a circa 35-40 euro alla dose (ciascuna da circa mezzo grammo), eroina a un prezzo leggermente inferiore e hashish a dieci euro al grammo. I clienti erano tanti: ragazzi, qualcuno appena maggiorenne ma anche uomini e donne di quarantacinque o cinquant’anni, alcuni affezionatissimi. I carabinieri, in un anno e mezzo di indagini, erano riusciti ad accertare la cessione anche di cinquanta dosi allo stesso cliente, con una media di una decina di incontri ciascuno. Il giovane spacciatore non aveva difficoltà a spostarsi in città, nemmeno durante tutto il periodo del lockdown o durante l’orario del coprifuoco. I vari Dpcm del Governo non li ha mai rispettati: è uscito durante il giorno, quando serviva l’autocertificazione e la sera quando era vietato. Incontrava i clienti, che lo potevano contattare con grandissima facilità al telefono, chiamandolo o inviandoli un messaggio, su uno dei cinque telefono che i carabinieri gli hanno trovato quando lo hanno perquisito prima di portarlo al carcere, dov’è ancora oggi.
Forte di centinaia di contatti tenuti su più utenze telefoniche, il giovane lavorava senza sosta. Dalla dose del fine settimana all’assunzione quotidiana: sono tanti i clienti del ragazzo che da allora, sono rimasti a bocca asciutta. –
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