Il Tirreno

Grosseto

il dramma di sanvenero 

Il grazie a Mamadou «Gesto straordinario»

– Michele Nannini
Il grazie a Mamadou «Gesto straordinario»

Donna presa a martellate sul pianerottolo del palazzo Il sindaco ha incontrato l’uomo che ha bloccato l’aggressore

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FOLLONICA. Nel più stretto riserbo ieri mattina il sindaco Andrea Benini ha incontrato in Comune Mamadou Fall, il 39enne senegalese che con il suo intervento la scorsa settimana ha fermato l’aggressore del Burkina Faso che aveva assalito a martellate una donna nel condominio di via dei Pini nel complesso Sanvenero.

Mamadou, la donna e l’aggressore abitano in appartamenti che si affacciano sullo stesso pianerottolo e solo grazie alla prontezza dell’uomo di origini senegalesi, la turista di Buonconvento ha ancora una speranza, nonostante le sue condizioni di salute siano ancora molto gravi.

L’incontro è avvenuto assieme ad Amdy Dieng Serigne dell’associazione Jappo, fondamentale nell’organizzazione della mattinata in Comune. «A Follonica si è consumato un fatto terribile salito alle cronache nazionali per l’efferatezza dell’aggressione – spiega il sindaco – una vicenda che purtroppo oggi vede una donna lottare tra la vita e la morte. A lei e alla sua famiglia rivolgiamo un pensiero in questo momento tanto difficile. Quello che è successo giovedì notte nella palazzina in via dei Pini avrebbe potuto essere ancora peggio se non fosse intervenuto Mamadou Fall che ha impedito l’aggravarsi della tragedia».

Mamadou vive a Follonica dal 2006, fa il cameriere e prima si è sempre mantenuto con altri lavoretti riuscendo a guadagnare abbastanza per pagarsi un affitto e garantirsi una vita la più normale possibile. «Giovedì sera ha messo a rischio la sua vita per salvarne un’altra – dice ancora Benini – ieri mattina ci siamo incontrati e ho avuto modo di ringraziarlo a nome della città per il gesto che ha compiuto». Non è stato facile riuscire a perfezionare l’incontro, Mamadou infatti è una persona molto riservata e di grande modestia e fin da subito ha evitato i riflettori che si sono accesi su di lui. «Avevamo già avuto modo di incontrarci per altre situazioni un anno fa e forse anche questo incontro precedente l’ha spinto ad accettare questo invito – continua Benini – bisogna far passare l’idea che si devono distinguere le persone, c’è chi come l’aggressore si macchia di eventi e fatti allucinanti e chi come Mamadou compie qualcosa di straordinario. La sua è stata l’unica porta che si è aperta in quel condominio, quando ha visto l’uomo brandire il martello avrebbe potuto tornare dentro e chiamare i carabinieri, invece il suo gesto ha dato speranza alla signora. Perché l’ha fatto? Forse perché in quel momento ha ritenuto fosse la cosa giusta. Ieri mattina quando si è presentato nel mio studio con Amdy Dieng Serigne dell’associazione Jappo abbiamo parlato a lungo e ritengo sia giusto riconoscere pubblicamente il valore umano di una persona che, in un momento di grande pericolo, ha anteposto con coraggio il bene della comunità alla propria sicurezza personale. È stata una chiacchierata emozionante, molto toccante e coinvolgente, adesso vuole solo dimenticare tutto quanto e tornare alla sua vita». – Michele Nannini

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