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Chiesto l’ergastolo per la nuora di Simonetta Gaggioli

Federico Lazzotti
Chiesto l’ergastolo per la nuora di Simonetta Gaggioli

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Federico Lazzotti

livorno. Tre agosto 2019. Il cadavere di Simonetta Gaggioli, 76 anni, ex segretaria del presidente della Regione Toscana in pensione, viene ritrovato lungo l’Aurelia, tra Venturina e Follonica, in avanzato stato di decomposizione, avvolto in un sacco a pelo colorato.

A distanza di meno di due anni da quella data, il processo per ricostruire cause e responsabilità della tragedia è arrivato alla conclusione. Dopo una settimana di udienze giornaliere davanti alla Corte d’Assise di Livorno durante le quali sono stati ascoltati investigatori, consulenti, familiari e amiche della vittima, e i due imputati: Adriana Gomes, 33 anni, accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere, e Filippo Andreani, 49, solo per l’uso indebito della carta di credito dopo che la sua posizione per il delitto è stata archiviata, la pubblico ministero Ezia Mancusi ha chiesto due condanne.

Per la nuora della vittima, oggi in carcere, l’ergastolo e sei mesi di isolamento diurno. Mentre per il figlio, un anno di reclusione e cinquecento euro di multa.

Adesso toccherà ai due giudici togati, il presidente della corte Gianmarco Marinai, la collega Tiziana Pasquali e ai sei giudici popolari, chiudersi nella camera di consiglio e analizzare indizi, consulenze, testimonianze, intercettazioni. E alla fine decidere se al di là di ogni ragionevole dubbio, Adriana Gomes – come sostiene l’accusa – ha avvelenato la suocera con un sovradosaggio di farmaci, in particolare il Duotens, medicinale che la donna usava per la pressione, sciogliendolo nella tisana – si parla di diciassette compresse – la notte del 26 luglio.

Dopodiché avrebbe tenuto il cadavere nascosto nella camera dei figli, in una appartamento di Riotorto, per due giorni prima di caricarlo da sola in auto e abbandonarlo, dopo un guasto alla macchina, nel fosso dove è stato ritrovato per caso sei giorni dopo.

Se per quanto riguarda l’occultamento del cadavere la stessa indagata ha ammesso di averlo nascosto da sola – per confermarlo è stata anche fatta una ricostruzione da parte del Procura che ha confermato la possibilità di caricare il cadavere da sola in macchina – tutto ruota attorno al delitto. E soprattutto a due aspetti. Il primo riguarda il movente su cui l’accusa ha un’idea precisa: la vittima aveva scoperto un segreto che Adriana non voleva dire al compagno. L’altro ruoto attorno alle consulenze farmacologiche che hanno rilevato quantità di amlodipina, uno dei due principi attivi presenti nel Duotens, compatibili con l’assunzione di un numero di comprese tra dieci e venti. —

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