Il Tirreno

Grosseto

dopo anni di battaglie e una petizione 

Cinquantadue tombini sferraglianti tolgono il sonno a Verde Maremma

Giovanna Mezzana
Cinquantadue tombini sferraglianti tolgono il sonno a Verde Maremma

I residenti chiedono di chiudere la strada al traffico pesante nelle ore notturne: ma i problemi nel quartiere sono anche altri

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Giovanna Mezzana

grosseto. Si continua a sobbalzare nel letto, in piena notte, a Verde Maremma. Come ogni estate, per resistere alla calura, le finestre restano aperte: e non si fa in tempo a prendere sonno che rumori improvvisi e assordanti destano chi si era abbandonato nelle braccia di Morfeo. Da via Aurelia Nord a via Castiglionese, lungo viale Uranio, sono 52 i tombini – li ha contati un volenteroso residente – e sono per la stragrande maggioranza sferraglianti: «Sono contornati da buche e il rialzo dell’asfalto provocato dalle radici dei pini – spiega chi abita qui – fa sì che a ogni passaggio di mezzi pesanti si scateni un rumore infernale». E i camion passano anche all’una della notte.

la proposta

Così quattro residenti – Mauro Guerrini, Stefano Laurenti, Maria Rosaria Venturini, e Gian Piero Guerrini de Witt – si fanno portavoce del sentire di tanti vicini di casa. E mettono sul tavolo una proposta che inviano al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e alla sua giunta. «Perché – suggeriscono – non chiudere viale Uranio ai mezzi pesanti dalle 13 alle 17 e nelle ore notturne, a luglio e ad agosto? In molti comuni italiani vengono previste ordinanze simili nei mesi caldi per ristorare i residenti oppressi dal traffico». Ma non è solo questo il problema a Verde Maremma.

tutte le richieste

Era il 2017 quando un comitato nato spontaneamente tra i residenti raccolse 600 firme «per sollecitare la giunta Vivarelli Colonna a trovare soluzioni ai disagi causati dall’eccessivo traffico di mezzi pesanti che ha trasformato il viale alberato in un’autostrada». Era gennaio 2018 quando all’Amministrazione comunale venne avanzata «una richiesta di verifica della qualità dell’aria e della quantità di polveri sottili». Sempre i cittadini, poi, spronarono gli amministratori civici perché fosse fatto «un monitoraggio della soglia del rumore: perché qui ci sono scuole, asili, la Fondazione il Sole», la cui presenza pone anche un problema di tutela della sicurezza di pedoni e non solo, che è uno degli aspetti che sta maggiormente a cuore ai residenti; gli incidenti – anche mortali – ci sono del resto stati lungo viale Uranio: era novembre 2019 quando un pensionato di 76 anni perse la vita, travolto da un’auto mentre era in sella al suo scooter. E, infine, era stata richiesta un’analisi degli effetti delle vibrazioni provate dal passaggio dei mezzi pesanti sugli edifici in cemento armato, «dato che – sottolineano – quando passano i bisonti accade che i barattoli cadano giù dalla dispensa».

la lunga attesa

«Purtroppo – dicono i rappresentanti del comitato – tutte queste richieste sono cadute nel vuoto, nonostante le missive indirizzate al sindaco Vivarelli Colonna, al presidente del consiglio comunale Cosimo Claudio Pacella e ai consiglieri e, per conoscenza, al prefetto e alla Procura della Repubblica»; «E questo stride – aggiungono – con il fatto che la giunta Vivarelli Colonna fa dell’apertura al dialogo con i cittadini-elettori la propria bandiera». «Era il 30 ottobre 2019 – rammentano – quando ci recammo nella segreteria del sindaco per chiedere un appuntamento con il primo cittadino. Da allora, siamo ancora in attesa che venga fissato». In quel futuribile incontro avrebbero voluto proporre al sindaco soluzioni alternative nel caso in cui non fosse andato in porto il progetto della bretellina smalti-traffico da viale Uranio. Non sbagliavano a mettere le mani avanti i residenti di Verde Maremma. Nel novembre 2020, dopo 13 anni di battaglia legale, anche il Consiglio di Stato (dopo il Tar) ha dato ragione al proprietario dei terreni che erano a rischio esproprio e il progetto della bretellina è stato spedito definitivamente in soffitta, «nonostante il grande impegno profuso dal consigliere provinciale di Forza Italia Massimo Biagioni», non dimenticano i residenti. «E pensare che proprio la bretella tra Grosseto Nord e la Castiglionese» – concludono – era tra gli obiettivi del programma elettorale del sindaco alle passate elezioni», al capitolo “Vogliamo una città più efficiente”. Che fare, dunque, adesso se quell’obiettivo dovesse rimanere tale? —

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