Il Tirreno

Grosseto

Braccagni 

Fu la prima donna questore Una via intitolata a Barbantini

Alfredo Faetti
Fu la prima donna questore Una via intitolata a Barbantini

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grosseto. Lungo la strada ci sono questori grossetani del presente e del passato. Ma c’è anche il prefetto, il sindaco e molte altre autorità: tutte pronte a sfidare il caldo del pomeriggio a Braccagni per rendere omaggio Maria Alessandra Barbantini, il primo questore donna di Grosseto e il secondo in assoluto in Italia.

La città ha voluto rendere omaggio a questa figura che ha scritto una pagina di storia nostrana dedicandole la via che fino a ieri era l’Aurelia nord, nel cuore della frazione.

«Era una donna complessa», ricorda Pasquale Sposato, marito di Barbantini e anche lui questore, in quel di Siena. La ricorda con il sorriso sul volto, mentre gli tornano alla mente i lunghi periodi in cui sono stati costretti a dividersi tra casa e lavoro. Anche il prefetto di Grosseto, Fabio Marsilio, ricorda Barbantini, specie quando dopo il suo impegno con i minori diceva: «Ho imparato ad essere garantista e non paternalista». «Un concetto – racconta Marsilio – che ha poi applicato anche quando è divenuta questore».

Nata a Roma nel 1934, arriva a Grosseto nel 1961 come ispettrice, dopo aver vinto il primo concorso per la polizia femminile, il corpo nato nel 1959 dedicato alla protezione della donna e la tutela dei minori. Poi, nel 1993, arrivò la nomina da Questore.

«È stata una delle prime figure a emergere dopo la riforma della polizia», ricorda il questore Domenico Ponziani durante la cerimonia, molto partecipata, che ha visto anche la presenza dei figli, Pierluigi ed Elena Sposato, e in cui è stato letto anche un messaggio inviato dal cardinale Angelo Scola, che ai tempi di Barbantini era vescovo a Grosseto.

Quella della prima donna a ricoprire la carica di questore grossetano è insomma una figura che risalta nella storia cittadina ed è proprio per questo il Comune ha voluto dedicarle una delle arterie più trafficate del territorio.

«Nel riorganizzare il nome delle vie – ha detto l’assessore comunale alla toponomastica Giacomo Cerboni – abbiamo accolto l’invito del consiglio comunale a dare particolare rilievo alle figure femminili. Impossibile dunque non ricordare Barbantini». —

Alfredo Faetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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