Finanza
«Questa giustizia è da riformare»
Partita la campagna referendaria voluta dai radicali, con Francesca Scopelliti c’è anche Carlicchi
Enrico Pizzi
grosseto. «Dunque, dove eravamo rimasti?». La frase che Enzo Tortora pronunciò al suo ritorno alla conduzione di Portobello, dopo la terribile vicenda di mala giustizia che lo aveva travolto e tenuto fuori dalla Rai per anni, è la stessa che Francesca Scopelliti, presidente della “Fondazione internazionale per la giustizia Enzo Tortora” sceglie di utilizzare per lanciare la campagna referendaria per la riforma della giustizia voluta dai radicali.
«Riprendiamo un discorso interrotto, con una situazione che è peggiorata e non migliorata. 35 anni fa – ricorda Scopelliti – Enzo raccoglieva le firme per altri referendum, insieme a Pannella e a Modugno, sulla questione della responsabilità civile dei magistrati. Dopo 35 anni, Enzo sarebbe ancora qui e mi piace pensare che mi suggerirebbe di dire “dove eravamo rimasti”». La ragione è semplice: la macchina della giustizia ha bisogno di fare il tagliando. «Il nostro Paese – dice Scopelliti – sta attraversando un momento sociale, culturale e politico molto triste: lo confermano le confessioni di Palamara, lo scandalo della Loggia Ungheria, le ingiustificate aggressioni da parte della polizia penitenziaria contro inermi detenuti. C’è qualcosa da rivedere – prosegue – e il referendum è lo strumento più democratico per farlo, perché dà la parola al popolo».
I sei quesiti referendari riguardano la riforma del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, l’equa valutazione dei giudici, la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, i limiti agli abusi della custodia cautelare in carcere e l’abolizione del decreto Severino sull’interdizione automatica dai pubblici uffici di persone non condannate in via definitiva. La battaglia dei Radicali è stata sposata anche dalla Lega di Salvini. «Un mondo ci divide – commenta Francesca Scopelliti – ma, come diceva Pannella, non è importante da dove vieni, ma è importante dove vai. Semmai mi addolora che non ci siano gli altri partiti».
A proposito di questo, alomeno a Grosseto, tra i compagni di viaggio, Scopelliti trova Rinaldo Carlicchi, responsabile provinciale di Italia Viva, che in aperto dissenso nei confronti del proprio partito, sosterrà i referendum per la riforma della giustizia e si metterà a disposizione, come consigliere comunale, per l’autenticazione delle firme. Ai referendum per la riforma della giustizia, la Fondazione Tortora unisce, poi, la battaglia per l’eutanasia legale, un referendum per scegliere di essere “liberi fino alla fine” . —
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