La protesta
Tre presidi da sostituire insieme a 127 docenti Corsa contro il tempo
Grosseto. Superlavoro per gli uffici scolastici regionale e provinciale per garantire un regolare inizio delle lezioni a settembre. La scuola è finita da meno di un mese, gli esami di stato da una settimana, aule e banchi sembrano lontani, ma il tempo per le nomine non è mai abbastanza.
Da una parte quelle degli insegnanti che dovranno ricoprire i posti in ruolo lasciati vacanti dai pensionamenti – 127 docenti che lasciano al 31 agosto, secondo l’elenco definitivo pubblicato dal Provveditorato – in aggiunta alle cattedre ricoperte con le supplenze annuali, dall’altra le nomine del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, per il quale sono previsti 37 cessazioni. Poi c’è la partita dei dirigenti scolastici che dovranno rimpiazzare i tre pensionamenti indicati già nell’elenco provvisorio delle cessazioni, pubblicato ad aprile, e confermati in quello definitivo.
Da tempo circolano i nomi delle tre scuole in cui ci sarà il cambio della guardia: l’Istituto comprensivo Grosseto 3, l’Istituto comprensivo di Gavorrano-Scarlino, da poche settimane intitolato a Falcone e Borsellino, e il Polo Bianciardi di Grosseto. Ancora non c’è niente di definitivo su chi potrebbe essere nominato, ma solo rumors non accreditati dall’ufficio scolastico provinciale. L’unica certezza è che la partita dovrebbe chiudersi entro la metà di luglio, ma i tempi dipendono da vari fattori, ad esempio se occorre o meno attingere dalle graduatorie concorsuali per dirigenti di nuova nomina.
Per quanto invece riguarda gli insegnanti, la procedura di immissione in ruolo è appena partita con la scelta della provincia, vale a dire la comunicazione che ogni aspirante alla cattedra deve inviare all’ufficio scolastico con l’indicazione della zona in cui è interessato a insegnare. I tempi, tuttavia, sono legati soprattutto all’andamento del concorso straordinario, poiché alcune classi non sono ancora state espletate. Fermo restando che i numeri dei docenti saranno comunque insufficienti a ricoprire tutte le cattedre vacanti in Maremma e si dovrà ricorrere alle graduatorie provinciali, con tutto ciò che ne consegue. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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