Il Tirreno

Grosseto

l’operazione della polizia stradale 

Camionista trucca il tachigrafo Scattano multa e sequestro

Camionista trucca il tachigrafo Scattano multa e sequestro

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follonica. Aveva un tachigrafo alterato sul tir sul quale stava viaggiando ma ha avuto la sfortuna di imbattersi in una pattuglia della polizia stradale del distaccamento di Massa Marittima mentre viaggiava sull’Aurelia, all’altezza di Follonica.

Il conducente, un uomo di origini straniere ma dipendente di una ditta della provincia di Perugia, trasportava merce deperibile. I poliziotti della stradale si sono accorti subito che c’era qualcosa che non andava: dal controllo del cronotachigrafo in dotazione ai veicoli, emergevano infatti anomalie riguardo alla velocità, alle distanze percorse e quindi ai riposi effettuati. In altre parole, risultava spesso che l’autista stesse riposando e invece stava guidando tranquillamente come se nulla fosse. I mezzi pesanti infatti sono dotati, come previsto dalla normativa europea, di un’apparecchiatura elettronica (o analogica per i mezzi più vecchi) che serve a controllare sia la velocità dei Tir, sia i tempi di guida e di riposo dei conducenti. Non è andata bene al “furbetto”, perché ha dovuto fare i conti con gli investigatori di Massa Marittima, esperti del settore e che ormai da tempo stanno contrastando questo triste fenomeno. Gli agenti non si sono limitati a leggere i dati forniti dalla strumentazione elettronica, ma seguendo a ritroso un anomalo circuito elettrico trovato nel cronotachigrafo, hanno scoperto un “bulbo kitas” che collegato con un interruttore abilmente nascosto nel cruscotto del camion, permetteva di spegnere ed accendere a piacimento la strumentazione di controllo, così da modificare i dati relativi ai tempi di guida e di riposo. Purtroppo non è infrequente un comportamento di questo tipo, che serve a guidare oltre le nove ore giornaliere massime previste per ottenere un maggiore guadagno economico spesso direttamente proporzionale al numero dei viaggi portati a termine, minando oltre che la tutela dei lavoratori dell’autotrasporto anche la libera concorrenza tra le aziende del settore. Ovviamente è scattato il ritiro della patente con decurtazione di dieci punti, una sanzione di circa 1800 euro e il fermo del veicolo fino a revisione in un’autofficina autorizzata, oltre che il sequestro dei marchingegni. —

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