Sicurezza
Incendi triplicati nei primi mesi del 2021 E il periodo a rischio è appena iniziato
Dopo i paurosi roghi in Maremma, parla Fralassi, responsabile Aib: «Spesso la causa sono gli abbruciamenti non a norma»
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. Dopo gli incendi a Follonica, Cernaia, Grilli e Argentario, parla il responsabile dell’antincendio boschivo per la Regione Toscana in provincia di Grosseto, Umberto Fralassi.
«È un bilancio ovviamente parziale, ma nei primi sei mesi del 2021 – spiega – nonostante i divieti, in Maremma sono triplicati, nel confronto con l’anno precedente, gli incendi boschivi, sia quelli piccoli, sia i cosiddetti rilevanti, cioè con una superficie percorsa dal fuoco superiore a cinque ettari».
Dal 1° luglio al 31 agosto scatta il periodo a rischio per lo sviluppo degli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Resta attiva 24 ore sue 24 la sala operativa centrale ed entrano in funzione tutti i presidi Aib (antincendio boschivo), i volontari per la lotta attiva, oltre alle reperibilità degli enti.
«In provincia di Grosseto la quasi totalità degli incendi rilevanti si è sempre verificata nel periodo a rischio, dal 1° luglio al 31 agosto – prosegue Fralassi – rarissimi, nei report statistici, almeno nell’ultimo decennio, gli incendi invernali e primaverili. Il 2021 fa eccezione. C’è una netta controtendenza. Dall’inizio dell’anno a oggi sono più che triplicati gli incendi di vegetazione, sia come numero che come superficie percorsa. Basti pensare a Civitella Paganico a marzo, a Monte Argentario a maggio e di recente Follonica, Cernaia e Grilli».
Ma quali sono le cause di questa impennata di roghi fuori stagione? Innanzitutto i numerosi abbruciamenti agricoli, che spesso nascono dal mancato rispetto delle norme. Poi le condizioni climatiche avverse: precipitazioni scarse, alte temperature e vento.
Cosa si può fare per migliorare questa situazione?
«La lotta attiva – conclude Fralassi – è una risposta, ma non la soluzione del problema. Ci vuole maggiore prevenzione. Regione Toscana ha approvato 28 Piani di prevenzione Aib con l’obiettivo di ridurre il rischio per l’eccessivo carico di combustibile e per contenere la propagazione degli incendi. Tre di questi sono in provincia di Grosseto: le pinete litoranee di Marina e Castiglione, Orbetello e Monte Argentario. Non solo. Quest’anno abbiamo potenziato l’organizzazione con l’attivazione di presidi estivi Aib, formati da squadre del volontariato al Giglio e ad Alberese, nel parco regionale della Maremma, ad Alberese».
Con Fralassi Il Tirreno ha brevemente parlato anche del bilancio 2020 della Toscana, quello sì, molto lusinghiero: un totale di 242 eventi rispetto alla media di 412 annuali del decennio 2011-2020. Ancora più marcato il calo per quanto riguarda la superficie boscata: 209 ettari inceneriti nel 2020 rispetto alla media decennale di 840.
L’incendio più grande proprio in provincia di Grosseto, i 51 ettari andati in cenere nel comune di Civitella Paganico. Quello di Bagnolo è stato anche l’incendio che ha avuto il costo di spegnimento, bonifica ed estinzione più alto del 2020, calcolato in oltre mezzo milione di euro. Per quanto riguarda l’anno corrente, da inizio anno al 31 maggio si erano registrati 88 incendi in tutta la Toscana estesi su una superficie boscata complessiva stimata in 77 ettari. Solo negli ultimi giorni, in provincia di Grosseto, tra Follonica Campi Alti, Cernaia, Grilli e zona sud è stata superata questa superficie.
Infine l’app “Cittadino informato”, scaricabile gratuitamente per i sistemi Ios e Android, e istituita da Anci Toscana. È già attiva, con diverse opportunità: la possibilità per ogni utente di ricevere le informazioni sugli incendi in corso, ma soprattutto la mappa del rischio di innesco e propagazione con gli stessi codici di colore già in uso per la protezione civile: basso (verde); medio (giallo); alto (arancio); molto alto (rosso). È un modo per richiamare l’attenzione dei cittadini a evitare comportamenti che possono rappresentare un pericolo. —
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