La protesta
«Un tirabaci da piccolo, ora voleva tornare a vivere a Grosseto per crescere i suoi figli»
Folla commossa in Cattedrale per l’ultimo saluto ad Alfredo Baccetti Il padre Gabriele lo ricorda sull’altare: il dolore dell’intera città
il lutto
«Alfredo era un tirabaci, da bambino. Era di una dolcezza infinita». Gabriele Baccetti parla dall’altare di una Cattedrale gremita, immobile di fronte all’urna con le ceneri di Alfredo Baccetti, il trentaduenne morto due settimane fa a Barcellona, ucciso da un malore nel sonno. Parla di suo figlio, lo ricorda da bambino, racconta la sua grande passione, lo skateboard, che a vent’anni lo aveva portato a scegliere la strada per la Spagna, dove viveva da tempo, dove aveva conosciuto Kimberly, la sua fidanzata, dove aveva cominciato anche a recitare in una compagnia teatrale con la quale nelle prossime settimane sarebbe dovuto partire per la Francia, per una mini tourneé europea. «Sarebbe tornato preso a Grosseto – ha aggiunto il padre dell’uomo – Avrebbe voluto far crescere qui i suoi figli».
Alfredo non ha potuto esaudire i propri sogni. Ieri, in Cattedrale, una folla gremita ha partecipato ai suoi funerali, celebrati dal vescovo Rodolfo Cetoloni che ha portato ai familiari del trentaduenne il cordoglio dei vescovi Giovanni Rocari, Franco Agostinelli e Giovanni Nerbini, vescovo di Prato. Gabriele e la moglie Silvia hanno sempre partecipato attivamente alla vita della diocesi e ieri hanno ricevuto l’abbraccio di tutta la comunità. È stato il padre Gabriele, già presidente della Fondazione Chelli, è il responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, membro del consiglio diocesano affari economici e delegato dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a portare l’urna con le ceneri del figlio in Duomo, mentre la moglie Silvia, già presidente dell’associazione Amici della cattedrale, fa parte dell’ufficio diocesano per la pastorale culturale, stringeva al petto una foto di Alfredo. Un dolore, quello dei genitori di Alfredo, che non può essere descritto: non esiste un termine per raccontare lo strazio di dover sopravvivere a un figlio. — F.G.
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