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Nei pronto soccorso mancano i medici, l’Asl cerca sostituti dagli altri reparti

Francesca Ferri
Nei pronto soccorso mancano i medici, l’Asl cerca sostituti dagli altri reparti

L’azienda confida in adesioni volontarie per i turni scoperti ma è anche pronta a emanare ordini di servizio per garantirli

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GROSSETO. Per 16 mesi sono stati gli eroi che hanno combattuto la pandemia in prima linea. Ora che la situazione è migliorata, però, non possono ancora tirare il fiato. Anzi. I medici, in particolare quelli di medicina interna e chirurgia generale, sono chiamati a un nuovo surplus di lavoro perché nei pronto soccorso della Toscana – ma il problema è a livello nazionale – manca il personale. E spetta a loro coprire i turni dei colleghi. Se non daranno la propria disponibilità in modo volontario, saranno costretti con ordine di servizio.

Il problema a monte è la mancanza di un ricambio generazionale. Insomma, ci sono sempre meno neolaureati e neospecializzati rispetto al fabbisogno. E la Regione lo dice senza mezzi termini: la situazione è «grave», si rischia l’interruzione di pubblico servizio. Così in una delibera di giunta, la 657 del 21 giugno, Firenze ha dato mandato alle Asl di trovare personale. A livello regionale mancano circa 200 medici nei pronto soccorso; una trentina nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo.

Tutti gli sforzi fatti finora per trovare una soluzione, dice la Regione, sono stati vani. Con un’estate davanti, e l’aumento di presenze dovuto all’arrivo dei turisti, la situazione è particolarmente sentita nelle zone turistiche, la costa maremmana in testa.

«All’inizio della settimana faremo una ricognizione puntuale nei pronto soccorso dei cinque ospedali della provincia», spiega Massimo Forti, direttore dei presidi ospedalieri. «Inizieremo con Massa Marittima, Orbetello, Castel del Piano e Pitigliano e poi Grosseto – dice ancora –. Al momento a Grosseto si riescono a garantire tutti i turni, mentre è da valutare la situazione a Orbetello, come sempre d’estate, per via dell’aumento degli accessi dovuto ai turisti».

In attesa di conoscere nel dettaglio numeri e quantità di turni scoperti, il direttore dell’Asl sud est, Antonio D’Urso, ha firmato nei giorni scorsi la delibera 878 che recepisce quanto stabilito da Firenze.

La Regione indica tre vie per trovare medici. La prima è, come detto, coinvolgere i medici di medicina interna e chirurgia generale per il supporto a pazienti internistici e chirurgici, a pazienti in osservazione breve intensiva (Obi) nel pronto soccorso, e per la presa in carico anticipata dei pazienti già inquadrati nel pronto soccorso e da ricoverare nel reparto di medicina. La seconda è l’attivazione di tutti i percorsi di invio diretto dei pazienti in codice bianco e azzurro allo specialista di reparto. La terza è l’impiego di medici già contrattualizzati per l’emergenza Covid.

Nella ricognizione fatta dall’Asl sud est, il direttore del dipartimento Risorse umane, Giovanni Scartoni, ha confermato «che non è stato oggettivamente possibile porre rimedio questa situazione di carenza con il reclutamento di una congrua dotazione di personale medico con qualsiasi tipologia contrattuale consentito dalla normativa». L’Asl ha dunque inforcato la prima via.

Il primo passo è l’adesione volontaria e condivisa dei medici con turni mensili predisposti dai direttori degli ospedali. Qualora questo passaggio non avesse esito, i direttori predisporranno una turnazione su base mensile, coinvolgendo a rotazione medici di strutture equivalenti. In questo caso, le ore di lavoro in lavoro in più saranno sommate i turni esistenti, e sarà pagato un extra; l’Asl ha stanziato 160mila euro per il periodo dal 1° luglio al 30 settembre. «Confidiamo che la risposta sarà confortante, in una logica di sostegno solidale e di collaborazione con quei medici che stanno soffrendo per una mancanza di specialisti nel settore specifico della medicina d’urgenza», dice D’Urso. —

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