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Grosseto

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Servizi ridotti «Alla fine a farne le spese è il cittadino»

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grosseto. Molto critica sulle chiusure estive di alcuni uffici postali è la federazione grossetana del Pci.

«Lentamente – commentano dalla segreteria – ci stanno abituando a questo modo di gestire i servizi e la rassegnazione rischia di prendere il sopravvento facendoci credere che questi tagli siano razionali e giusti. Il conto è puramente economico e Poste Italiane è ormai diventata una Spa il cui obiettivo principale è realizzare utili e non produrre servizi».

Il Pci si rammarica di come a farne le spese sia, alla fine, il cittadino: «Poco contano i diritti sul lavoro e l’erogazione di servizi come quello postale che ormai sono sostituiti da sempre più complesse macchine virtuali molte volte inaccessibili alla maggioranza della gente e, almeno per una buona fetta di popolazione quella anziana o sprovvista di questi mezzi addirittura sconosciuta. In una provincia come quella di Grosseto dispersa tra mille piccoli centri abitati, con spiccate caratteristiche rurali e quindi una diffusione di “case sparse” e poderi si chiude il servizio perché costa troppo e non è conveniente».

Il Pci ricorda i precedenti: le chiusure che accompagnarono il periodo più difficile della pandemia. «Oggi si chiude a singhiozzo per ben 500 giorni. Per noi del Pci è inconcepibile e inaccettabile questa decisione che porta un disservizio alla popolazione e penalizza anche i lavoratori». —

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