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Assemblea infuocata Ma la cantina cooperativa si rinnova e volta pagina

Lina Senserini

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Lina Senserini

Pitigliano. Cambio al vertice della cantina cooperativa di Pitigliano, che all’assemblea dei soci di mercoledì ha rinnovato il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale. Il risultato elettorale, sostenuto da una massiccia partecipazione dei produttori associati, pur riconoscendo i meriti e il lavoro svolto dalla precedente gestione, va in direzione della discontinuità, anche sulla spinta di un nutrito gruppo di soci che vogliono dare alla Docg, Bianco di Pitigliano – tre le più datate d’Italia – un nuovo input, e ai vini del territorio del tufo l’importanza e gli spazi di mercato che si meritano.

I nomi dei nuovi amministratori, che si sono imposti con un netto scarto di voti, sono arrivati solo in serata, al termine di una lunga giornata assembleare, segnata da tensioni e colpi di scena.

Sono: Roberto Tiberi, Moreno Felici, Sonia Petretti, Davide Piovanello, Germano Brinzaglia, Paolo Ferri, Renzo Ghezzi, Federico Renaioli, Mirco Radiconi, Mariella Neri, Enzo Manetti.

Rinnovato anche il collegio sindacale che vede coinvolti alcuni tra i più noti professionisti dell’ambito cooperativo grossetano, come Paolo Mazzetti, scelto da soci in qualità di presidente del collegio, Daniele Moretti e Roberto Vanni. Lunedì è in programma la riunione del cda che dovrà eleggere il nuovo presidente e vicepresidente.

Il risultato non ha colto di sorpresa i bene informati, poiché da mesi era in atto un confronto tra chi, all’interno della compagine societaria, chiedeva il cambiamento, nuovi volti, ma soprattutto nuove politiche e nuove scelte gestionali, e chi ha diretto la cantina cooperativa negli ultimi due decenni.

Già in passato si erano consumati momenti di tensione, con il rapido avvicendamento alla presidenza, tra Marco Formiconi, che nel 2018 aveva raccolto il testimone dallo storico presidente, Renato Finocchi, per 15 anni ai vertici della cantina, ed Enzo Bianchi, nominato nel 2020 in seguito alle dimissioni dello stesso Formiconi.

La cantina cooperativa, del resto, è una delle aziende più importanti della Maremma, nata nel 1954 per volontà di undici soci fondatori, per raccogliere e trasformare le uve del territorio e presentare sul mercato un unico prodotto di qualità.

Se si escludono alcune aziende che vinificano in proprio, come Sassotondo, di Edoardo Ventimiglia, Poggio al tufo della storica famiglia Tommasi, la tenuta La Roccaccia, la gran parte delle uve prodotte nella Docg vengono lavorate dalla cantina cooperativa: circa 35mila quintali in media all’anno che arrivano dai 260 produttori associati. —

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