Il dolore
Addio a Raffaele Giuliano, "alfiere" dei trapiantati
Barista e campione sportivo, 61 anni, si è sempre speso per la donazione di organi e midollo
GROSSETO. Profondo lutto a Grosseto. Nelle prime ore di oggi, venerdì 2 luglio, si è spento Raffaele Giuliano, 62 anni, per 12 anni gestore del bar Gaia in piazza Ferretti, all'interno dell'Agenzia delle Entrate. Era ricoverato da un paio di settimane all'ospedale Misericordia (il ricovero non era legato al Covid).
Nato e cresciuto a Marina di Grosseto, sposato e con una figlia, nel settembre 1997 si era trasferito a Chivasso (provincia di Torino) dove ha vissuto fino al 2008. Poi si era trasferito a Grosseto, dove aveva preso in gestione il bar Gaia.
Ex trapiantato di midollo a causa della leucemia (come ha raccontato lui stesso anche in un libro pubblicato nel 2018, “Aspettando te – Rimettersi in gioco” dell’autrice Agata Florio), si era legato all’associazione Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto) e si è tuffato nello sport con risultati sorprendenti: ha vinto i campionati nazionali di tennis tavolo a Milano nel giugno del 2003 e lo stesso anno si è qualificato per i mondiali a Nancy (di cui è stato testimonial Platini), risultando terzo nella pallavolo e terzo nel bowling di coppia. Nel 2005 a London (vicino Toronto) ha partecipato ai suoi secondi mondiali “laureandosi” campione mondiale di tennis tavolo in coppia con Marco Rigo, trapiantato di rene.
Tante vittorie nella vita di Raffaele, e tante difficoltà. Non ultime quelle legate al Covid, che hanno costretto a uno stop anche la sua attività (che, tra le altre cose, ha ospitato nel 2017 una tappa di Caffè Tirreno, gli appuntamenti che Il Tirreno ha organizzato per incontrare i lettori).
Raffaele stava cercando un nuovo lavoro e intanto stava organizzando nuovi appuntamenti sportivi con atleti trapiantati.
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