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Impianto fotovoltaico Il ministero frena «Privilegiare i tetti»

Francesca Ferri

Dopo l’interrogazione di Sani sul progetto di Poggio Contino alcuni chiarimenti che danno speranza al comitato Montauto

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Francesca Ferri

manciano. Non entra nel merito, ma offre comunque qualche speranza al comitato Montauto la risposta del Mise (ministero della Transizione ecologica) all’interrogazione posta ad aprile dal parlamentare Luca Sani (Pd) sul progetto di megaimpianto fotovoltaico da 110 ettari che Iberdrola Renovables Italia vorrebbe realizzare a Poggio Contino, a Manciano.

Ferma restando la necessità di incentivare le fonti di energia rinnovabili, Sani aveva sollecitato il Mise a prevedere che i parchi solari fossero destinati ad aree dismesse, impedendo l’installazione su suolo agricolo, pena deturpare il paesaggio.

Nei giorni scorsi la risposta a Montecitorio ha precisato che nel Pnrr sono previste due linee di investimento sulle fonti rinnovabili, una per impianti fotovoltaici su strutture agricole (stalle, capannoni) e una per impianti agrovoltaici.

Per quanto riguarda questi ultimi, nella legge di delegazione europea 53 del 22 aprile 2021, che recepisce la direttiva Red II, uno degli obiettivi è individuare le aree idonee e quelle non idonee a realizzare impianti fotovoltaici «nel rispetto – dice il ministero – delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, delle aree agricole e forestali, della qualità dell’aria e dei corpi idrici, compatibilmente con le attività dei singoli territori».

Un gruppo di lavoro a cui partecipano il Mise, il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e le Regioni (capofila la Sardegna) è stato istituito per discutere i criteri per individuare le aree, che dovranno «necessariamente privilegiare l’uso di superfici di strutture edificate, quali capannoni industriali, parcheggi, aree non utilizzabili per altri scopi».

«È necessario trovare un giusto equilibrio tra lo sviluppo delle energie rinnovabili e la salvaguardia dell’ambiente – commenta Sani –. È però evidente che i parchi solari come quello fotovoltaico di circa 110 ettari, che potrebbe essere realizzato a Manciano, non rappresentano un compromesso accettabile. Condivido pienamente quanto dichiarato dal Ministero sulla necessità di utilizzare le risorse del Pnrr per far crescere la quota energetica verde tutelando il patrimonio culturale, ma anche il paesaggio, i campi, le foreste e i corpi idrici, disincentivando al tempo stesso gli impianti con moduli collocati a terra rispetto a quelli sui tetti di edifici e capannoni».

Quanto alla commissione interministeriale sulle aree idonee Sani chiede da subito che su quella di Manciano venga fatta «un’analisi attenta e approfondita». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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