Il dolore
«Comportamenti infantili che non ci si aspettano da chi è maggiorenne»
grosseto. Incredulità e sgomento ma anche rabbia per un gesto senza senso commesso contro dei ragazzini minorenni che erano usciti per festeggiare i risultati di una gara di ginnastica.
I compagni del ragazzo di 15 anni aggredito a Riccione sono ancora sotto choc: pugni sferrati senza un motivo a un atleta della loro squadra, che ha avuto solo la colpa di rispondere a un “ciao”. L’aggressore, un ragazzo di Riccione di 22 anni, ha picchiato anche altri ragazzi del gruppo.
Ad avere avuto la peggio è stato proprio l’atleta grossetano che è tornato a casa con 21 giorni di prognosi e un naso rotto oltre al volto tumefatto. Ieri ha scritto un messaggio che la madre ha girato al Tirreno. «È brutto pensare che ancora oggi, in questa società, ci siano persone ignoranti non in grado di capire determinate situazioni e le rispettive conseguenze – scrive il ragazzino – Specialmente da ragazzi maggiorenni non ci si aspettano reazioni e comportamenti così infantili, ma ci si aspetta un livello di maturità che rispecchi una persona adulta. Tutto ciò è imbarazzante. Basta avere i soldi, amici e una mentalità egoista e scadente per fare ciò che si vuole, e nessuno con il coraggio di far abbassare la testa a ragazzi adulti che hanno tutto dalla vita: nessuno che gli dice niente facendoli circolare tranquillamente per le strade come se non fosse successo nulla».
Anche chi era insieme all’atleta ferito, non riesce a dimenticare l’accaduto. «Onestamente – dice una ragazza del gruppo – sono rimasta delusa da quello che è successo, oltre che arrabbiata; non mi aspettavo una rabbia così nei confronti di una persona che non ha fatto nessun male. Non trovo un motivo valido per realizzare azioni così disumane e irrispettose. Spero che venga fatta giustizia. Un’esperienza del genere oltre a distruggere fisicamente, distrugge mentalmente chi ha vissuto in prima persona l’aggressione e chi l’ha vista».
Anche i genitori sono sgomenti. «Non voglio che ai nostri figli venga tolta la libertà della serenità e della spensieratezza», dice una mamma. «Sono ragazzi puliti che portano avanti una passione per lo sport, non è giusto che debbano aver paura di andare a fare una passeggiata per festeggiare i loro traguardi», commenta un’altra; «Farei qualunque cosa per interrompere questa catena di bullismo che opacizza la trasparenza dei giovani e degli atleti che hanno nello sport degli obiettivi concreti e credono nella società». —
Ivana Agostini
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