Il Tirreno

Grosseto

Cento anni fa la conquista “squadrista” di Grosseto L’epoca buia da ricordare

Ilaria Cansella* ; *Direttrice Isgrec
Cento anni fa la conquista “squadrista” di Grosseto L’epoca buia da ricordare

Il 1° luglio l’Isgrec promuove un dibattito con Anpi sul fascismo  e il 24 ricorderà la strage di Roccastrada, avvenuta nel 1921 

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l’intervento

Ilaria Cansella*

La Toscana è annoverata tra le regioni chiave per comprendere le origini del fascismo, nei tre anni che precedettero la marcia su Roma del 1922.

Il 1921, in particolare, vide l’imporsi dello squadrismo, braccio armato del movimento politico: in tutta la regione si susseguirono violenze feroci, in cui si distinsero molti “avventurieri” fiorentini. I fascisti “forestieri” si spostavano per dare coraggio agli elementi locali, suscitando disordini che fossero il pretesto per una sistematica campagna di occupazione del territorio, attraverso “spedizioni punitive” rivolte contro le amministrazioni socialiste elette nel 1920.

In Maremma, nella primavera del 1921, le “gite di propaganda” si avviarono ai margini della provincia, con il capoluogo progressivamente accerchiato. Nella seconda metà di giugno, Dino Perrone Compagni, segretario politico del fascio di Firenze, preparò la “conquista” di Grosseto con l’invio di una dozzina di “pellacce” (fra cui il famigerato Dino Castellani). Ne derivarono, il 27, i primi scontri tra squadristi e “sovversivi” locali, costati la vita all’edile Cesare Savelli. Ma fu con l’arrivo di rinforzi da tutta la Toscana e con la morte in uno scontro individuale del giovane fascista senese Rino Daus che Grosseto diventò vero e proprio campo di battaglia. Il 29 giugno erano circa 700 le camicie nere presenti in città: devastarono non soltanto le sedi del partito socialista, comunista e repubblicano, la Camera del Lavoro e la Lega dei Terrazzieri, ma anche luoghi di ritrovo come il Caffè Grieco e il Circolo dei Ferrovieri, oltre alla tipografia del settimanale socialista “Il Risveglio”.

Furono presi di mira i “rossi” più noti: invase le abitazioni private, colpiti gli studi di alcuni avvocati socialisti, dispensate per strada bastonature e olio di ricino. Seguì una scena surreale: in una città terrorizzata, Dino Castellani costrinse all’esposizione del tricolore dalle finestre e, “in espiazione dei misfatti rossi”, fece inginocchiare la popolazione cittadina davanti al Duomo. In cinque rimasero uccisi negli scontri, prima che i fascisti ripartissero non mancando di provocare incidenti sulla via del ritorno.

A quei fatti seguirono l’analoga “conquista” di Orbetello e un’incursione su Roccastrada che esitò con la morte accidentale di un fascista e una rappresaglia indiscriminata da parte dei suoi “camerati” (vittime dieci cittadini inermi). Gli eventi di quell’«estate di sangue», che la nostra memoria pubblica dovrebbe riscoprire, segnarono l’inizio di un periodo di “assenza dell’autorità” nel territorio grossetano: ne derivarono le dimissioni di gran parte dei Consigli comunali socialisti, un punto di non ritorno verso il commissariamento prefettizio dei Comuni, che fu preludio alla riforma podestarile.

In un paese come l’Italia in cui ancora non esiste un museo del fascismo, bisogna forse ammettere che è difficile storicizzare un fenomeno con cui si fatica a fare i conti. L’anniversario della fondazione dei fasci di combattimento a Milano nel 1919 è passato parzialmente sotto silenzio, quello della marcia su Roma del 1922 non prevede al momento grandi iniziative. Nel mezzo il 1921, che in Maremma rappresentò un tornante cruciale su cui la ricorrenza di quest’anno rappresenta un’opportunità di riflessione.

Due le date che l’Istituto storico grossetano per la Resistenza e l’Età contemporanea segna sul calendario per commemorare i cento anni da quei terribili fatti: il 1° luglio, ore 18,15, in piazza del Popolo a Grosseto, il dibattito “Squadrismo e fascismo a Grosseto” co-organizzato con l’Anpi Grosseto sezione Palazzoli, affronterà le vicende relative al capoluogo maremmano.

Isgrec e Comune di Roccastrada, invece, danno appuntamento al 24 luglio per l’iniziativa “Un paese a ferro e fuoco, a cento anni dalla strage squadrista di Roccastrada del 24 luglio 1921”, il cui programma verrà divulgato a breve. Per informazioni 0564 415219 o segreteria@isgrec.it –

*Direttrice Isgrec

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