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«Rotonda, bella esteticamente ma inaccessibile per i disabili»

Lina Senserini
«Rotonda, bella esteticamente ma inaccessibile per i disabili»

Pericci (Consulta) protesta per la presenza delle barriere architettoniche Pieri: «Disponibili a trovare soluzioni anche se si tratta di un edificio vincolato»

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Lina Senserini

Marina di Grosseto. Non è un paese per disabili, verrebbe di dire pensando ai mille problemi con cui ogni giorno devono fare i conti le persone con difficoltà motorie o sensoriali. Questa volta il caso segnalato da Luciana Pericci, coordinatrice della Consulta per la disabilità di Grosseto, riguarda La Rotonda, il locale di Marina di Grosseto, ristrutturato e da poco aperto al pubblico.

«La Rotonda di Marina ha una limitata possibilità di accesso per persone con disabilità – scrive Pericci – rappresentata da una rampa per entrare al primo piano. La terrazza invece rimane off limits, raggiungibile tramite due scale a chiocciola, forse esteticamente belle, ma difficoltose già di per sé. Le barriere architettoniche, nonostante decine di leggi nazionali e regionali, restano, anzi, prolificano». Lo sfogo di Luciana Pericci va oltre: «I nuovi negozi, o ristrutturati o di diversa attività, non si attengono alle norme previste. E noi persone disabili? Restiamo fuori, come sempre! Inutili anni di sensibilizzazione e di proteste: la legge del commercio è più forte. Dalla Costituzione, alla dichiarazione Onu, le disposizioni rimangono parole scritte al vento. La Rotonda è solo l’ultimo esempio. Forse l’ascensore o un’altra soluzione costava troppo o la storicità dell’edificio non lo permetteva (vedi Duomo). E pensare che Marina è famosa per il progetto “Mare per tutti”, che richiama prenotazioni anche da fuori regione. La terrazza è elitaria: non solo le persone disabili fisici, ma anche le mamme in attesa, gli anziani, gli invalidi temporanei non potranno gustare la sua atmosfera».

Ma per Clio Pieri, proprietaria della Rotonda, le cose non stanno esattamente in questo modo e non ci sta ad essere tacciata di scarsa sensibilità. «Siamo già stati contattati e io stessa ho parlato con la signora Pericci. Come ho avuto modo di spiegarle – dice – in questa momento non c’erano i tempi, né potevano essere sostenuti i costi per realizzare un ascensore esterno per la terrazza. Impossibile farlo all’interno sia per la forma della scala, sia per la tenuta del solaio. Ovviamente tutti gli aspetti legati all’accessibilità e alla fruibilità del locale sono stati presi in esame durante la progettazione della ristrutturazione del locale, che, bisogna ricordarlo, è soggetto a vincolo da parte della Soprintendenza in quanto edificio storico. Quindi non è una nuova costruzione dove si possono progettare gli spazi che servono, ma bisogna stare nei limiti di quelli che ci sono. Solo per la rampa adattata laterale – aggiunge – abbiamo dovuto attendere tre mesi che la Soprintendenza ci desse l’autorizzazione, poiché si modificava il disegno originario. Ci siamo anche rivolti al Comune per un sostegno alla realizzazione dell’ascensore esterno, ma trattandosi di un edificio privato l’amministrazione non può intervenire. Detto questo siamo disponibili a trovare insieme soluzioni per tutti con i tempi e le risorse che abbiamo a disposizione». —

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