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Confindustria, Campinoti passa il testimone a Bernini

G.M.
Confindustria, Campinoti passa il testimone a Bernini

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castiglione della pescaia. Ha scelto un luogo di straordinaria bellezza – l’Andana Resort – Confindustria Toscana sud per ospitare uno degli appuntamenti più importanti degli ultimi mesi: l’assemblea annuale che ha sancito anche l’inizio di una nuova era. È l’era di Fabrizio Bernini, che ha assunto il ruolo di presidente di Confindustria Toscana sud ricevendo il testimone da Paolo Campinoti, che ha concluso il suo mandato proprio in occasione dell’assemblea generale. Presidente della Zucchetti Centro Sistemi di Terranuova Bracciolini, Bernini è il secondo aretino che sale all’apice da quando l’associazione abbraccia le province di Arezzo, Grosseto e Siena.

Con l’appuntamento castiglionese che ha suggellato una scelta, quella di Bernini, che era già stata compiuta ad aprile, con la designazione del consiglio generale, sono stati eletti anche Francesco Pacini, vicepresidente e presidente della delegazione di Grosseto; e Fabrizio Landi, vicepresidente e presidente della delegazione di Siena.

È una sorta di staffetta quella tra Campinoti e Bernini, un passaggio di consegne che avviene “morbidamente”, quasi senza soluzione di continuità: nella forma che è anche sostanza. Nel programma di mandato, Bernini infatti mette al primo punto delle principali missioni «il proseguimento lungo la linea strategica e operativa tracciata dalla squadra del presidente Campinoti». «È il primo punto del nostro programma – scrive Bernini – e non rappresenta un vezzo formale».

“Guardare avanti” è il titolo con cui Confindustria ha voluto battezzare il conclave annuale. Guardare avanti, come ogni imprenditore è chiamato a fare: con l’aiuto di una Confindustria che Bernini definisce (debba essere) «autorevole, equidistante dalla politica e ferma nel rivendicare obiettivi e strategie a favore dell’impresa e del lavoro».

Bernini assume il ruolo di presidente in un momento di assoluta eccezionalità per il mondo dell’impresa e dell’economia italiana: «Non c’è dubbio – scrive nel suo programma di mandato – che l’intensità con cui la crisi pandemica ha colpito alcuni settori e alcuni fattori produttivi rischia di azzerare le opportunità di ripartenza delle imprese maggiormente penalizzate». Ed è su questo fronte che dovrà focalizzarsi l’azione più nobile e più forte di Confindustria. «Dobbiamo ripensare e ricostruire insieme un nuovo modello di sviluppo – sottolinea il presidente della delegazione di Grosseto Pacini – che si basi sullo sviluppo del manifatturiero attraverso la transizione ecologica e la digitalizzazione; il miglioramento delle infrastrutture fisiche (stradali, ferroviarie) e soprattutto delle reti digitali». Tutto questo, secondo Pacini, dovrà essere realizzato mettendo al centro i giovani «e le medie e piccole, la spina dorsale dell’economia della provincia di Grosseto». –

G.M.

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