Guardia medica chiusa domenica I dottori scelgono altri settori
Francesca Gori
GROSSETO. Domenica il medico non era all’ambulatorio della guardia medica perché il turno era scoperto. Non c’era, perché i medici mancano e pochi accettano di svolgere quel servizio. «In questa fase abbiamo dei turni scoperti per mancanza di medici già impegnati in altre attività come Usca e campagna vaccinale – spiega l’Azienda Usl Toscana Sudest – È garantita la continuità assistenziale domiciliare e, per le emergenze, naturalmente quella fornita dal 118 e dal pronto soccorso».
Domenica, chi si è presentato all’ambulatorio della guardia medica a Grosseto, nella palazzina Pegaso dell’ospedale, ha trovato la porta chiusa e la voce al telefono indicava a chi aveva bisogno del medico di andare a Paganico. Che è sì il posto più vicino ma che comunque è distante trenta chilometri dalla città.
A Grosseto, i dottori che hanno accettato di lavorare al servizio di guardia medica sono sette: sei donne e un uomo: devono coprire un turno diurno dalle 10 alle 12 e dalle 20 alle 22, il turno notturno dalle 20 alle 22 e quello dei giorni festivi e prefestivi, due turni da 12 ore ciascuno, dalle 8 alle 20 e dalle 20 alle 8 del mattino successivo. Dal contratto nazionale del lavoro, poi, è sparito anche il pagamento del super festivo, ovvero la maggiorazione che i medici ricevevano quando coprivano il turno nei giorni segnati in rosso sul calendario, come il giorno di Natale o il primo dell’anno, o come, a Grosseto, il giorno di San Lorenzo.
A scoraggiare i camici bianchi a ricoprire quel ruolo, c’è poi la questione della sicurezza, che riguarda soprattutto le dottoresse ma che non fa stare tranquilli nemmeno i maschi. «Quando capita che durante la notte devi andare a fare una visita a domicilio – raccontano – c’è sempre il pericolo di essere aggredite. Non sappiamo mai chi ci troviamo davanti. E questo succede anche quando si è di turno in ambulatorio. Gli utenti, spesso, sono scontenti e si alterano quando diciamo loro ad esempio di andare al pronto soccorso. Ma il nostro ruolo è quello di valutare la situazione clinica con le poche informazioni che abbiamo, per decidere se sia necessaria subito una visita o se invece si può aspettare il giorno successivo per rivolgersi al medico di base».
Consulti, prescrizioni di farmaci, certificati di malattia per il lavoro: il sabato e la domenica, o durante la notte, quando il medico di medicina generale ci sono i dottori che prestano servizio alla guardia medica. Che sono pochi però, perché come conferma l’Asl, «i dottori mancano». E chi si è laureato e ha seguito una scuola di specializzazione, spesso e volentieri il servizio di guardia medica lo scarta a prescindere. Troppi rischi, guadagni bassi.
Nell’ultimo anno, poi, ci si è messo anche il Covid a complicare le cose: tanti dottori sono stati dirottati nei reparti e molti ora sono impegnati nella campagna di vaccinazione e nelle Usca, i servizi territoriali: per questo, chi avrà bisogno della guardia medica, anche in futuro, rischia di trovare qualche volta la porta chiusa. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
